Elicottero da Bologna per recuperare Janna

CLAUT. Il marsupio con gli effetti personali di Janna Schneider, la maestra tedesca dispersa dal 3 agosto, è stato ritrovato sotto la ferrata Costacurta sul Monte Teverone.
C’era anche il sacchetto della paleria di una tendina. Un centinaio di metri più in basso è stato avvistato il corpo di una donna, in avanzato stato di decomposizione.
Su richiesta degli anziani genitori di Janna Schneider, una guida alpina, ex capostazione del Soccorso alpino dell’Alpago, ha effettuato una nuova perlustrazione lungo l’Alta via numero 7, concentrandosi sulla ferrata Costacurta, dove alcuni escursionisti avevano visto qualcosa di giallo.
All’uscita del percorso attrezzato, la guida alpina si è calata e ha ritrovato prima il coprizaino e poi gli altri effetti personali.
Si è deciso di attendere l’alba di ieri per effettuare le operazioni di recupero. Il corpo si trovava in un burrone al confine fra le province di Belluno e Pordenone, raggiungibile unicamente con l’elicottero. Del recupero, sul versante pordenonese, sono stati incaricati i pompieri.
La salma è stata recuperata ieri pomeriggio alle 14 dai vigili del fuoco, intervenuti con il nucleo speleo-alpino-fluviale, la squadra di Maniago e l’elicottero dei pompieri di Bologna, dotato di uno speciale verricello che il mezzo di Venezia non possiede.
Il volto della donna è irriconoscibile, dopo un volo di quasi 200 metri e la lunga permanenza all’addiaccio, esposta alle intemperie. Corporatura e taglio di capelli sembrano corrispondere, ma per il riconoscimento ufficiale bisognerà attendere questa mattina.
I carabinieri della Compagnia di Spilimbergo hanno contattato un amico tedesco della maestra scomparsa: si confida che possa riconoscere la donna dall’attrezzatura e dagli abiti che indossava (t-shirt, scarpe da trekking, calzini e pantaloncini).
Il medico legale ha effettuato l’ispezione esterna. Si ipotizza l’incidente all’origine della caduta: la ferrata è insidiosa, basta un solo passo falso. I presidenti del Soccorso alpino e speleologico del Veneto e del Fvg hanno espresso «profonda amarezza» perché «non hanno potuto ultimare l’intervento di recupero del corpo di Janna».
«Dopo il rinvenimento degli effetti personali della giovane donna ieri sera, questa mattina alle 8 erano pronti a decollare gli elicotteri del Soccorso alpino sia dal Bellunese che dal Friuli – hanno aggiunto i presidenti dei due Cnsas – con personale del soccorso alpino di Alpago e Valcellina disponibile in piazzola».
Il Cnsas ha ricordato che i loro volontari hanno competenza primaria per gli interventi di soccorso in montagna, incluso il recupero delle salme, ruolo attribuito dallo Stato.
«Possiamo immaginare – hanno asserito i due presidenti Rodolfo Selenati e Vladimiro Todesco – i costi di un elicottero che non parte dal Friuli o dal vicino Bellunese, ma addirittura da Bologna. In più, oltre ad allungare i tempi di recupero dato il lungo trasferimento, viene a mancare una risorsa da impiegare su eventuali incidenti di competenza dei vigili del fuoco nella loro zona di competenza». Il Cnsas ha infine espresso l’auspicio che «questo tipo di iniziativa non sia replicata».
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