Ex Sivocci, gli ecologisti chiedono garanzie

MONTEREALE VALCELLINA. Appello di alcuni consiglieri comunali, sulla bonifica in atto in via Stazione nell’ex Sivocci Est, che sino agli anni Novanta produceva guarnizioni per motori. I capannoni...

MONTEREALE VALCELLINA. Appello di alcuni consiglieri comunali, sulla bonifica in atto in via Stazione nell’ex Sivocci Est, che sino agli anni Novanta produceva guarnizioni per motori. I capannoni vengono abbattuti per far posto ad abitazioni. A chiedere «trasparenza e sicurezza nella bonifica dell’ex Sivocci» è il gruppo consiliare di opposizione Il comune che vogliamo.

«Crediamo che le operazioni di bonifica – scrive la lista della sinistra ecologista – preliminari all’edificazione residenziale, debbano essere svolte in sicurezza, a garanzia della salute di tutti, compresi i futuri acquirenti degli alloggi». I rappresentanti de Il comune che vogliamo sostengono che «la bonifica non può limitarsi alla sola rimozione delle lastre in eternit che compongono la copertura degli edifici, ma dev’essere estesa agli spazi interni ed esterni a suo tempo utilizzati».

Una grande quantità di sfridi di amianto è stata negli anni interrata dalla Sivocci in sponde e greto del Cellina. Partendo da tale presupposto, gli autori del volantino ritengono che i residui di amianto potrebbero essere stati anche sepolti nel piazzale dell’azienda o sotto le fondazioni della parte di edifici ampliati in momenti successivi. «E’ fondamentale – dicono – che i sondaggi siano eseguiti in presenza di Arpa e Comune. Esiste la possibilità – concludono – di dispersione in atmosfera di particelle pericolose per la salute, di rischio per i lavoratori e per i futuri acquirenti».

Da rilevare che i responsabili del cantiere, dove sorgerà l’insediamento residenziale, escludono la presenza di amianto – a parte l’eternit delle coperture – sul materiale edile abbattuto e nel terreno in base alle verifiche effettuate, ancora parziali, sull’area circostante di 12 mila 600 metri quadrati.

Sigfrido Cescut

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