Meduno, trovato morto nel monastero: la Procura apre un fascicolo

MEDUNO. Francesco Sartor, 61enne di Meduno, è stato trovato morto nel giardino interno del monastero dell’Annunziata di Chieri, in provincia di Torino. Quale sia stata la causa del decesso è ancora da accertare: secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava effettuando lavori di fresatura del giardino.
La tragedia. Nel convento, chiuso da otto mesi, Sartor si occupava di attività di manutenzione e custodia della struttura. Resta da appurare se il 61enne sia stato colto malore o sia caduto per una manovra compiuta durante le operazioni di fresatura, nel corso delle quali si impiegano fresatrici o zappatrici rotative. Gli esiti dell’autopsia non sono stati ancora resi noti ai familiari della vittima.
Il nulla osta alla sepoltura è stato comunque rilasciato: ieri pomeriggio sono state celebrate le esequie nella parrocchiale di Meduno. Il quadro è tutto da chiarire: c’è un'indagine in corso e le autorità competenti stanno cercando di fare chiarezza sull'accaduto.
Da quanto si è appreso, Sartor svolgeva attività di volontariato e aveva contatti, in particolare, con il monastero delle Benedettine di Frisanco. Da qui anche la trasferta, per eseguire alcune attività nel convento torinese, in cui sino al settembre scorso risiedevano suore appartenenti all'ordine di San Benedetto. La comunità religiosa si era insediata a Chieri nel 1891, proveniente da Mondovì.
La comunità. La notizia della morte ha lasciato la comunità di Meduno sgomenta: il 61enne era un geometra e l'ultimo lavoro che aveva eseguito era per un'impresa di Mestre. Un'impresa vittima della crisi, come tante altre, tant'è che era stata aperta la procedura di mobilità, misura di cui anche Sartor aveva usufruito. Ora il medunese era in attesa della meritata pensione.
Purtroppo il destino ha scelto altro per quel gran lavoratore, che, dopo una vita dedicata con impegno alla sua professione, è mancato all'affetto dei suoi cari. Ieri compaesani, amici e conoscenti si sono stretti attorno ai familiari, ai due fratelli e alla sorella, alle zie, alla cognata, alla nipote e ai cugini. Al funerale non è seguita la tumulazione nel cimitero locale: la salma sarà cremata.
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