Bimba investita dal trenino: il Comune perde il ricorso

Fiume Veneto: l’assicurazione dell’ente dovrà pagare alla famiglia 287 mila euro. L’incidente, accaduto in piazza, causò menomazioni a un braccio e a una mano
FOTO MISSINATO - FIUME VENETO PIAZZA
FOTO MISSINATO - FIUME VENETO PIAZZA

FIUME VENETO. La vicenda risale al 2000 e alla protagonista ha causato una menomazione al braccio e alla mano. Oggi è un’adolescente, all’epoca dei fatti era una bambina di tre anni: la sua vita è cambiata durante un evento che si teneva nel centro di Fiume Veneto.

Doveva essere una festa, si era sfiorata la tragedia: una bimba aveva rischiato di perdere un braccio dopo essere stata investita da un trenino allestito in un punto della piazza, vicino ad altre giostre.

Dopo aver ottenuto, grazie alla sentenza di primo grado, 154 mila euro dalla compagnia assicurativa del giostraio, la famiglia si è vista accogliere in Appello la richiesta di rimborso danni inoltrata nei confronti del Comune di Fiume Veneto.

L'assicurazione del Municipio dovrà versare ai genitori 287 mila euro. L’amministrazione guidata dal sindaco Christian Vaccher, al pari della compagnia assicurativa, ha deciso di non presentare ricorso in Cassazione.

«Abbiamo chiesto un parere legale – spiega l’assessore ai Contenziosi, Manuel Giacomazzi – dal quale è emerso che per l’amministrazione non avrebbe senso ricorrere in Cassazione. Questo perché, innanzitutto, sarà l'assicurazione ad accollarsi il costo del rimborso, che non ricadrà quindi nemmeno in minima parte sul Municipio. Alla luce di questi aspetti, poi, che interesse dovremmo avere in una nuova azione legale, appurata l'intenzione di desistere manifestata dalla compagnia assicurativa?».

Queste le considerazioni del primo cittadino. «Il Comune di Fiume Veneto è stato ritenuto responsabile per quanto concerne i controlli relativi alla presenza delle giostre nel centro del paese – osserva Vaccher -. In primo grado l’ente non era stato chiamato in causa, la famiglia ha deciso di tentare di rifarsi anche sul Municipio in Appello. Per le casse pubbliche, in ogni caso, non ci saranno conseguenze».

L’allora bambina si era appoggiata alla rete di recinzione che delimitava l’area in cui si trovavano le piccole rotaie, per poi cadere sulle stesse mentre stava passando il trenino. La ferita era stata molto profonda, si era sfiorata la recisione del braccio.

Subito dopo l’episodio, la famiglia aveva avviato la propria battaglia legale. La sentenza di primo grado è relativa al 2013, mentre quest’anno è arrivato il pronunciamento dei giudici della Corte d'Appello di Trieste.

Magistrati che hanno scritto la parola fine su una vicenda che ha segnato profondamente la protagonista e la sua famiglia, che si sono visti riconoscere 441 mila euro.

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