Anziano incapace? Lo stabilirà l’incidente probatorio

AVIANO. Un punto per la difesa di Dunia Kosir, la 39enne slovena residente a Pontebba accusata di circonvenzione d’incapace e truffa aggravata ai danni di un anziano avianese. Il gip Piera Binotto...

AVIANO. Un punto per la difesa di Dunia Kosir, la 39enne slovena residente a Pontebba accusata di circonvenzione d’incapace e truffa aggravata ai danni di un anziano avianese. Il gip Piera Binotto ha accolto, infatti, la richiesta, presentata dall’avvocato Roberto Russi, di un incidente probatorio con perizia sulla effettiva capacità di intendere della parte offesa, il pensionato avianese di 81 anni al quale, secondo l’accusa, Kosir avrebbe spillato più di 80 mila euro.

Venerdì mattina sarà conferito l’incarico di consulenza allo psichiatra Angelo Cassin. Il gip Binotto sottolinea la rilevanza ai fini del giudizio dell’accertamento tecnico richiesto dalla difesa, a fronte di quanto emerge dagli atti e dalla parallela consulenza tecnica disposta dalla Procura (tuttora in pendenza) ma anche presumendo che lo stato psichico della parte offesa, rilevante ai fini della sussistenza del reato di circonvenzione d’incapace, sia soggetto a modificazioni inevitabilmente legate all’avanzare dell’età.

Se risultasse che l’ottuagenario avianese era capace – è la strategia difensiva, che è arrivata alla richiesta di un incidente probatorio dopo un accurato studio del fascicolo – sarebbe minata alle fondamenta l’accusa di circonvenzione nei confronti della 39enne slovena. L’avvocato Russi, legale di fiducia di Kosir, contesta il fatto che sia stato prodotto allo stato solamente un certificato redatto dal medico di base e non, dunque, da uno specialista, che attesterebbe «un deterioramento cognitivo in fase iniziale» dell’anziano.

Russi presenterà alla Procura, inoltre, la corposa documentazione (ricca di fotografie e perizie tecniche) relativa alla ristrutturazione di un casolare a San Quirino nella quale, secondo la difesa, l’anziano avrebbe investito circa 43 mila euro per i lavori di sistemazione. A questi soldi andrebbero aggiunti – è sempre la versione della difesa di Kosir – anche il pagamento della manodopera prestata dalla 39enne. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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