Guardia medica a Sacile, spiragli d’intesa con l’Aas

Il dg Simon conferma: presto una soluzione per i residenti a Nave e Camolli-Casut. Duemila utenti chiedono il passaggio da Roveredo in Piano alla sanità liventina

SACILE. Lo sconfinamento sanitario chiesto da 2 mila residenti a Nave e Camolli-Casut per servizi a Sacile? Si può fare. Mappe e carte sono alla verifica nell’Aas5, per accendere il verde sul servizio di guardia medica in via Ettoreo.

«Valutazioni in corso – Giorgio Simon neovertice dell’Aas5 ha confermato il dialogo durante la visita al presidio sanitario di Sacile –. Vedremo di trovare risposte praticabili per i cittadini di Nave e di Camolli-Casut che chiedono l’accesso al servizio di guardia medica a Sacile». Il passaggio aumenterà l’anagrafe sanitaria liventina.

Il metodo nave Sono ottimisti nel Comitato misto di Nave-Camolli-Casut che chiede la diaspora sanitaria da Fontanafredda a Sacile. «La sanità sacilese, con noi, avrà un peso maggiore sul territorio – ha valutato Ruggero Spagnol del Comitato Nave –. Siamo in 2 mila a chiedere il passaggio dalla guardia medica di Roveredo in Piano a Sacile: l’aggiornamento tra Comitato Nave-Camolli-Casut e Ass5 sarà in agenda il 26 aprile». Hanno lanciato il “metodo Nave” per aprire il dialogo diretto cittadini-sanità.

«Il metodo Nave è vincente: azzera intermediari politici – Dino Poletto è un fautore della tattica –. Il rapporto diretto con l’istituzione sanitaria ha aperto un corridoio democratico: quello della discussione diretta». Farà scuola, da Fontanafredda agli altri comuni?

La diaspora «Chiamare la guardia medica da Roveredo in Piano, per chi abita a Camolli-Casut e Nave è un terno al lotto».

Dino Poletto e Ruggero Spagnol con gli alleati di Camolli-Casut lo hanno detto chiaro: 15 chilometri, di notte, pesano sul servizio che dovrebbe arrivare da Roveredo in Piano.

«Un paio di chilometri da Sacile sono la distanza di sicurezza della guardia medica – puntualizza Spagnol –. Per ottenere, in caso di bisogno, anche visite a domicilio a mezzanotte. Apprezziamo molto la disponibilità del vertice dell’Aas5 Simon che ci ascolta: il 26 aprile contatteremo la sua segreteria e contiamo di avere una risposta operativa entro qualche mese». È capitato che la guardia medica di Roveredo in Piano perdesse la bussola per strada nel raggiungere gli assistiti domiciliati a Camolli, nelle visite.

L’obiettivo 2 «L’auspicio è quello che i Comuni di Fontanafredda e Sacile possano trovare un accordo sulle Uti – guarda al futuro il Comitato Nave –. Per quello che riguarda i servizi all’anagrafe, le pratiche di esenzione e altro della burocrazia: gli sportelli municipali di Sacile sono più vicini di quelli a Pordenone».

Di “secessione” dall’Uti di Pordenone a quella Livenza, si parla da nove mesi, a Camolli-Casut e Nave dove il centro di gravità è Sacile. Il problema? Sacile è un Comune “ribelle” che ha detto no all’Uti.

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