Muri imbrattati e gomme forate, denunciato il vandalo di Erto

I carabinieri sono risaliti all’autore seriale dei danneggiamenti in valle, un disoccupato di 54 anni. Nella sua abitazione un taglierino e vernici gialle, lo stesso colore dei disegni comparsi sulle case

ERTO E CASSO. Per settimane ha tenuto in scacco la Val Vajont con una lunga serie di danneggiamenti a suon di taglierino e bomboletta spray. I carabinieri di Cimolais e Spilimbergo hanno dato un nome e un volto al vandalo che a febbraio ha imperversato a Erto e Casso: si tratta di G.C., classe 1962, celibe e disoccupato.

È stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Belluno: nei suoi confronti è stato aperto un fascicolo per il reato di danneggiamento aggravato.

Le indagini. Per risalire all’identità dell’ignoto teppista i militari dell’Arma hanno effettuato una perquisizione mirata nel domicilio dell’indagato. È è qui che sono stati rinvenuti e sequestrati un taglierino tipo cutter compatibile con la lama che ha tagliato decine di pneumatici e rigato altrettante carrozzerie di autoveicoli.

Nella casa dell’uomo sono state anche scoperte alcune vernici gialle analoghe a quelle utilizzate per imbrattare con scarabocchi e disegni incomprensibili le facciate esterne di numerosi immobili pubblici e privati di Erto. Sotto la lente degli inquirenti ci sono pure gli indumenti di G.C., prelevati dai carabinieri e inviati a un laboratorio per analisi.

Si chiude così una vicenda nata a febbraio, con le prime segnalazioni di gomme forate e pareti imbrattate. Non è stato semplice individuare il residente ma in aiuto agli investigatori sono giunte le immagini delle telecamere di sicurezza attive sul territorio.

Gli uomini del maresciallo Italo Botter della compagnia di Spilimbergo e quelli del parigrado Luigi Ricciardi della stazione di Cimolais si sono appostati nel centro storico in borghese. Al termine di più di qualche sopralluogo in incognito e di pedinamenti i militari dell’Arma hanno avuto la certezza che dietro i fatti ci fosse proprio G.C.

Altri casi. Resta da capire se l’indagato nello stesso periodo abbia colpito anche a Vajont, vista l’origine comune dei paesi e della maggioranza delle famiglie che risiedono nelle due realtà. Mentre a Erto la popolazione era alle prese con il “clou” dei vandalismi, una donna di Vajont si è vista tagliare di netto le gomme dell’auto lungo viale San Bartolomeo.

È bastata la sosta di alcuni minuti al bar per prendere il caffè della mattina e il danno era stato perpetrato. I carabinieri stanno cercando di capire se l’episodio sia isolato o da attribuire a un emulatore. Se per questo evento sarà ritenuto responsabile G.C., verrà processato pure dal tribunale di Pordenone.

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