«Automedica, in montagna è l’unico servizio salvavita»

Maniago, la petizione per chiederne il mantenimento ha raggiunto duemila firme. I promotori: «Regione obbligata a garantire standard di sicurezza sulle 24 ore»

MANIAGO. Duemila firme per chiedere il mantenimento sulle 24 ore dell’automedica con anestesista rianimatore a bordo, a Maniago. Sottoscrizioni raccolte nei comuni della Pedemontana, il 65 per cento delle quali tra Maniago, Fanna, Cavasso Nuovo e Montereale.

Il provvedimento di soppressione del servizio, disposto dalla Regione e contenuto nel piano delle emergenze presentato a fine agosto, è stato anche contestato da dieci sigle sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria.

La petizione è stata promossa da cittadini e amministratori del territorio, tra cui i sindaci di Frisanco e Cavasso Nuovo, rispettivamente Sandro Rovedo ed Emanuele Zanon, e i consiglieri di opposizione di Maniago, Ilia Franzin, Massimo Milanese, Francesco Busetto, Laura Di Bernardo, Massimiliano Tramontina, Massimo Milanese, Marco Tramontina e Valentina Franceschina.

La preoccupazione è legata «prima di tutto ai tempi di intervento in un territorio molto ampio, che comprende diverse aree montane e tre valli (Val Tramontina, Valcellina e Val Colvera) e in cui è ubicata una zona industriale, quella di Maniago, che figura tra le più importanti della provincia».

La petizione è stata sostenuta e sottoscritta anche da ex sindaci, tra i quali Emilio Di Bernardo, primo sostenitore della necessità dellìautomedica. Di Bernardo si era attivato già nel 2005 su questo fronte e, negli anni successivi, era riuscito a ottenere questo importante servizio, anche col sostegno di consiglieri regionali.

Tra i firmatari pure l’ex primo cittadino Alessio Belgrado che, con spirito di continuità, aveva mantenuto il servizio.

«Il nostro territorio, assieme alle altre forme di protesta come quelle di medici e comitati, ha confermato le grandi preoccupazioni riferite al piano delle emergenze regionale presentato da esecutivo Serracchiani e Pd – dicono i promotori della sottoscrizione –. La protesta non termina qui: proseguirà con altre iniziative per informare i cittadini su quanto che sta avvenendo nel nostro territorio, in seguito alla recente riforma sanitaria regionale».

Nello specifico, nella raccolta firme si chiede «la revisione del piano, per quanto riguarda il distretto Nord dell’Aas 5. Bisogna adottare adeguati standard di sicurezza e un’equa distribuzione del diritto alla salute anche per l’area montana e pedemontana – osservano i promotori –. Il mantenimento di automediche con rianimatore a bordo è necessario sia in orario diurno sia notturno. Questo per assicurare che gli interventi di emergenza e urgenza avvengano nel rispetto del tempo massimo previsto dalla normativa nazionale (20 minuti), in tutte le ore del giorno».

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