Electrolux, a Porcia si torna ai turni giornalieri di 6 ore

PORCIA. Dal 22 febbraio sarà ripristinato il regime delle sei ore lavorative all’Electrolux di Porcia. Lo hanno comunicato i vertici dell’azienda nell’incontro con le Rsu, in cui è stato fatto il punto sulla situazione relativa all’andamento dei volumi produttivi (il budget 2016 parla di circa 960 mila apparecchiature), in base ai quali è stata rivista l’organizzazione oraria.
Non è stato reso noto sino a quando si continuerà a operare a regime ridotto: per ora non sono state effettuate previsioni.
Gli incontri con le Rsu, comunque, sono frequenti e l’aggiornamento è costante sul fronte del programma di lavoro. Nel prossimo meeting, si discuterà anche del calendario ferie, che deve essere predisposto entro marzo, e quindi delle chiusure pasquali.
Electrolux non ha ancora fornito indicazioni al riguardo, tant’è che le rappresentanze sindacali hanno chiesto di fare alcune ipotesi da condividere. Il prossimo appuntamento importante per quanto riguarda la situazione del gruppo Italia, comunque, è quello del 4 marzo al ministero dello Sviluppo economico. Il tavolo di confronto era in programma per il 10 febbraio, ma è slittato a causa di impegni delle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali. La discussione si concentrerà sullo stabilimento di Solaro.
Nella convocazione, si parla appunto di osservatorio sulle lavastoviglie, prodotti realizzati nel sito milanese, che dà lavoro a 900 dipendenti. La situazione non è rosea: si sta, infatti, continuando a registrare un calo dei volumi. In questo caso, le difficoltà registrate negli Usa potrebbero avere riflessi diretti, come preannunciato dalla società.
Situazione diversa per il sito di Forlì, che produce forni e piani cottura e impiega 900 addetti: visto il positivo andamento sui mercati, non si ricorrerà più all’utilizzo dei contratti di solidarietà. Stessa sorte potrebbe toccare alla fabbrica di Susegana, che impiega mille 100 maestranze (il primo anno di solidarietà scade il 31 marzo). Sul fronte della produzione si è passati dai 680 mila frigoriferi del 2012 a poco meno di 900 mila apparecchiature in programma per il 2016.
Da tempo il sindacato insiste sulla necessità di nuove assunzioni. Per quanto riguarda il sito di Porcia, in cui trovano impiego mille 300 dipendenti, il problema principale resta la traduzione in realtà del progetto di reindustrializzazione del sito, che dovrebbe scongiurare una parte dei 336 esuberi, ma su cui incombono ancora interrogativi. Cinquanta eccedenze, invece, saranno riassorbite tra fine 2016 e inizio 2017 con un ampliamento dell’attività del magazzino ricambi della multinazionale.
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