Cordenons, la Caritas alla Lega: "Non daremo i nomi delle famiglie povere"

Don Alessandro: tuteliamo la privacy. Sorrentino: “bontà demagogica” aiutare solo gli italiani

CORDENONS. La raccolta beni alimentari pro famiglie italiane di Cordenons, la prima mai organizzata dalla Lega Nord cittadina, ha un difetto organizzativo. Annunciata mercoledì sul Messaggero Veneto dal segretario locale e assessore, Andrea Delle Vedove, si terrà sabato dalle 9 alle 12 all’uscita del supermercato Visotto di viale del Benessere.

Ma, diversamente da quanto detto dallo stesso segretario, non potrà contare sull’aiuto delle due Caritas parrocchiali, di Santa Maria Maggiore e San Pietro, per individuare le famiglie, rigorosamente italiane, alle quali intende devolvere le borse spesa così raccolte. La Caritas infatti protegge la privacy dei suoi assistiti, indipendentemente dalla loro nazionalità, e non può fornire alcun nominativo.

«Nessuno ci ha contattato in merito – spiega don Alessandro Moro, che si dice all’oscuro dell’iniziativa – ma al di là di ciò, anche volendo, non potremmo fornire ai promotori i nominativi delle famiglie seguite dalle Caritas (da entrambe) in quanto i nostri assistiti sono tutelati e firmano all'inizio del rapporto una dichiarazione che garantisce loro la segretezza di dati personali e indirizzi».

La Lega Nord quindi sarà costretta a rivolgersi ad altri “canali” per individuare le famiglie che beneficeranno dei beni alimentari, anche qui rigorosamente italiani, che i clienti del supermercato volessero devolvere a favore dell’iniziativa.

Impossibile in altre parole, almeno per il tramite della Caritas, che i leghisti facciano ciò che hanno in animo di fare, ovvero di consegnare di persona, a casa delle famiglie, le borse spesa frutto della loro iniziativa: ciò al fine di verificare il buon esito della beneficenza e garantire trasparenza ai donatori. Per Natale Sorrentino, consigliere comunale di Sinistra in Comune, a non stare in piedi è però tutta l’iniziativa.

«La Lega la organizzata – è infatti il suo parere – per fare propaganda politica e non per reale condivisione della sofferenza delle persone».

Sorrentino è da sempre impegnato nella promozione sul territorio di iniziative benefiche a favore di famiglie e soggetti in difficoltà, da ultimo quelle a favore degli undici profughi ospiti da un anno all’Antica Locanda di Sclavons.

«Per prima cosa – dice – mi chiedo come mai i leghisti non abbiano pensato di organizzare prima una raccolta benefica per famiglie in difficoltà. Lo fanno ora che si avvicina la campagna per le amministrative 2016».

Quindi critica le modalità della raccolta e dice: «Io, da ateo, sono abituato ad aiutare chiunque abbia bisogno, al di là di razza e provenienza, loro invece che si professano cristiani fanno una raccolta viveri solo per gli italiani: lo trovo poco coerente. Infine è scorretto, non solo strumentalizzare la Caritas in questo modo, ma anche dire che la consegna sarà effettuata direttamente alle famiglie.

Un principio della beneficenza è infatti che chi riceve non dovrebbe mai sapere chi ha donato, perché il rischio è che si crei un rapporto di dipendenza. Questo tanto più se chi dona è un partito politico che si candiderà alla guida del paese».

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