Rifiuta il Tso, caccia all’uomo a Erto e Casso

ERTO E CASSO. Due carabinieri, un vigile e un medico contusi, un’auto demolita a colpi di accetta, una pattuglia dell’Arma coinvolta in un incidente stradale e varie dosi di hashish e mariujana sotto sequestro: è stato un pomeriggio a dir poco movimentato, quello vissuto a Erto e Casso martedì.
Un quarantunenne del paese, G.D.P. le sue iniziali, è stato fermato dai carabinieri e ricoverato all’ospedale di Pordenone in trattamento sanitario obbligatorio dopo una escalation di condotte pericolose per sé e per gli altri.
E mentre stava salendo in Val Vajont a sirene spiegate per eseguire il cosiddetto Tso, la pattuglia dell’Arma di Spilimbergo è rimasta coinvolta in un incidente stradale in via Marco Polo a Maniago. In questo caso, sono due i militari e una terza persona rimasti leggermente contusi.
Tutto è iniziato attorno alle 19, quando il sindaco di Erto e Casso, Luciano Pezzin, ha fatto intervenire nell’abitazione dell’uomo lo psichiatra e tre vigili di Maniago per valutare la situazione. Il residente aveva sfasciato l’autovettura di un vicino a colpi di mannaia, infrangendone il lunotto posteriore e i finestrini.
Nei giorni precedenti, si è saputo, il paziente non si era presentato al Sert di Maniago per le cure del caso, essendo sottoposto a una serie di accertamenti.
In paese c’era già stato chi aveva denunciato minacce verbali e atteggiamenti poco urbani del quarantunenne, sempre brandendo la famosa ascia da taglialegna. Ma più in là non si era spinto.
Ben diverso, invece, l’evolversi della situazione nella serata di martedì. Mentre il medico si stava avvicinando alla soglia, G.D.P. lo ha spintonato violentemente e gettato a terra. Due vigili hanno allora cercato di immobilizzarlo, ma il paziente, sempre più in preda alla follia, ha messo ko un agente con una mossa di karate al braccio. E’ quindi scappato tra le case di Erto nuova e il centro storico.
A quel punto, è scattato il protocollo di prevenzione e in valle, oltre a un’ambulanza del 118, è arrivata una decina di carabinieri, partiti da Spilimbergo, Maniago, Montereale Valcellina e Cimolais. In divisa e in borghese, armati e con addosso il giubbotto antiproiettile, gli uomini della Benemerita hanno seguito a vista il quarantunenne, mentre i residenti si sono barricati in casa temendo un utilizzo improprio dell’accetta.
Rientrato nella propria abitazione, l’uomo ha quindi iniziato una trattativa con i carabinieri, sino a che, con uno scatto, un maresciallo è riuscito a farlo cadere a terra.
Quattro suoi colleghi hanno allora trattenuto il paziente, in modo tale che il medico è riuscito a praticargli la prima iniezione di sedativo. Erano le 23. Sono state necessarie altre tre ore, prima di poter caricare l’ertano su un’ambulanza e ricoverarlo nel reparto di psichiatria di Pordenone.
Nell’alloggio dell’uomo, che fa l’operaio, sono stati sequestrati hashish, marijuana e due asce. L’operazione è terminata all’1 con le visite al Pronto soccorso per lo psichiatra, il vigile e i due sottufficiali dell’Arma. Per tutti, qualche contusione e la consapevolezza che poteva andare molto peggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








