Condannati due funzionari per le tangenti in Regione

Pordenone, a Diego Fonn, Stefano Lanfrit e all’imprenditore Carpené 10 mesi di reclusione. Assolto Fabio Lanfrit dall’accusa di ricettazione. Confisca delle quote in Renowa
Toghe di magistrati poggiate su un tavolo di un'aula di tribunale, in una foto d'archivio. Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende da fonti governative, ha dato il via libera al decreto di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il testo è stato approvato all'unanimità ed è confermato quanto previsto in entrata. Il testo, dunque, sempre secondo quanto si apprende, prevede la riduzione e l'accorpamento di 37 tribunali sui 165 esistenti e la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale. Viene prevista inoltre la redistribuzione del personale sul territorio. ANSA
Toghe di magistrati poggiate su un tavolo di un'aula di tribunale, in una foto d'archivio. Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende da fonti governative, ha dato il via libera al decreto di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il testo è stato approvato all'unanimità ed è confermato quanto previsto in entrata. Il testo, dunque, sempre secondo quanto si apprende, prevede la riduzione e l'accorpamento di 37 tribunali sui 165 esistenti e la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale. Viene prevista inoltre la redistribuzione del personale sul territorio. ANSA

PORDENONE. Corruzione per atto d’ufficio,condannati in primo grado a dieci mesi di reclusione, con sospensione della pena, i due dipendenti regionali Diego Fonn (48 anni, residente a Pordenone) e Stefano Lanfrit (45 anni, di Pinzano).

Stessa pena per l’imprenditore Giuseppe Carpené, socio e amministratore unico di Renowa srl (46 anni, di Oderzo), accusato di aver corrotto i due funzionari.

Assolto, invece, dall’accusa di ricettazione Fabio Lanfrit, (41 anni, di Pinzano) fratello del funzionario. È la sentenza emessa ieri dal tribunale collegiale di Pordenone, (presidente Eugenio Pergola, a latere Rodolfo Piccin e Andrea Scorsolini), al termine della requisitoria del pm Federico Facchin e delle arringhe difensive degli avvocati Bruno Malattia (Fonn), Maurizio Miculan del foro di Udine (Stefano e Fabio Lanfrit) e Antonio Malattia (Carpené).

Il collegio dei giudici ha disposto anche la confisca delle quote di Fon e dei Lanfrit nella srl Renowa e la liquidazione dei danni alla Regione in separata sede. All’epoca dei fatti contestati, Fonn e Lanfrit, entrambi geometri, erano in servizio alla direzione provinciale lavori pubblici di Pordenone.

Secondo l’accusa Fonn e Stefano Lanfrit, in veste di dipendenti regionali, avrebbero costituito, schermati dalla Aletti fiduciaria spa, la srl Renowa, con sede a Brugnera, in cui il primo era titolare di quote del valore nominale di 11 mila euro, il secondo di quote per 20 mila euro.

I due geometri, stando alla tesi accusatoria, avrebbero ricevuto, per il compimento di atti del proprio ufficio, una retribuzione non dovuta, consistente nella partecipazione al capitale sociale della Renowa srl, «beneficiando altresì del colossale incremento di valore delle rispettive quote a seguito dell’aumento di capitale della stessa società e della produzione di utili di impresa».

Gli atti del proprio ufficio contestati ai due geometri riguardano il rilascio della concessione di derivazione d’acqua a favore della stessa Renowa srl. Concessione che sarebbe stata finalizzata «quantomeno alla costruzione della centrale idroelettrica Trameacque di Cordenons».

Carpené, invece, avrebbe promesso e concesso ai due funzionari una retribuzione non dovuta, in relazione alle richieste di derivazione d’acqua da lui stesso depositate.

«Proporremo appello, non sussiste il reato contestato – sottolinea l’avvocato Bruno Malattia – siamo convinti delle nostre tesi difensive e riteniamo, in base agli elementi raccolti nel dibattimento, che vi siano ampi spazi per la riforma della decisione».

Infine a Fabio Lanfrit era contestata la ricettazione per aver acquistato parte delle quote di Renowa srl detenute da Aletti fiduciaria spa per conto del fratello (valore nominale 12 mila euro).

«La confisca delle quote a Fabio Lanfrit – osserva Miculan – sarà argomento di appello: se è stato assolto dal reato di ricettazione, vuol dire che quanto ha acquistato, in buonafede, gli è dovuto. Il pm ipotizza la corruzione nella partecipazione del pubblico ufficiale alla Renowa come retribuzione non dovuta per l’attività svolta nel proprio ufficio. Noi abbiamo dimostrato che la partecipazione alla società è frutto di investimenti personali e professionali. Gli imputati hanno pagato di tasca propria le quote e l’aumento di capitale».

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