Coop Agorà Toscana Ritardi negli stipendi degli addetti alle Rsa
Ancora ritardi nella corresponsione degli stipendi per la sessantina di lavoratori, per il 90 per cento donne, di Agorà Toscana, la coop che ha l’appalto del servizio socio-sanitario e assistenziale delle Rsa di Pordenone, Roveredo in Piano e Sacile. Fp Cgil ribadisce quindi la necessità che l’Aas 5 rescinda il contratto d’appalto e annuncia azioni di protesta, tra cui presidio e volantinaggio.
«I lavoratori della coop si trovano ancora ad attendere il pagamento dello stipendio del mese precedente – denuncia la sindacalista Dina Sovran –. Per l’ennesima volta il contratto di lavoro viene violato senza che nessuno prenda provvedimenti seri e concreti verso la coop, che interpreta le regole a suo piacimento. E’ bene ricordare che il contratto d’appalto è pubblico, e quindi onorato con soldi della fiscalità generale, e ha regole che devono essere rispettate». Il soggetto preposto al controllo del rispetto del contratto è la stazione appaltante, ossia l’Aas 5. «Sono numerose le vertenze che abbiamo sottoposto alla direzione generale dell’Aas 5 – aggiunge –, non da ultima quella del ritardo dei pagamenti che peggiora di mese in mese. L’Azienda, però, ha risposto che i mandati di pagamento delle fatture sono stati regolarmente ottemperati alla coop, che non ha quindi motivo di continuare con ritardi e omissioni».
Una risposta che non ha soddisfatto Fp Cgil. «Anche la nostra richiesta di pagamento diretto delle retribuzioni è caduta nel vortice della burocrazia – osserva –. E’ inaccettabile che passi il concetto che si possano violare norme e contratti senza colpo ferire. E’ un pericoloso precedente che lascia i lavoratori, che non si sottraggono mai al dovere, esposti a prevaricazione». Secondo il sindacato, «questa situazione non è più sostenibile. Rinnoviamo all’Aas 5 la richiesta di rescissione del contratto con la coop. La questione degli appalti non può essere sottovalutata dall’Azienda e la vicenda dovrebbe essere al centro dell’attenzione dei dirigenti, perché si tratta di servizio pubblico». E conclude: «Continueremo con lo stato di agitazione finché la vertenza non sarà chiusa. Ci mobiliteremo con presidio e volantinaggio per denunciare pubblicamente il protrarsi di queste irregolarità inammissibili e la mancanza di intervento dell’organismo deputato».
Giulia Sacchi
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