«Incendio!», teatro evacuato. Non era vero

Gli insegnanti, 400 bambini e le maschere erano all’oscuro. Lo scopo: studiare il comportamento di fronte alle emergenze

PORDENONE. Gli studenti si erano appena accomodati sulle poltrone del teatro Verdi, ieri mattina, per assistere allo spettacolo “Il grande viaggio”. Il sipario stava per aprirsi quando una voce dagli altoparlanti ha annunciato “Attenzione attenzione, rilevamento incendio. Evacuare il locale”.

Il teatro stava andando a fuoco? Niente affatto, era un’esercitazione “al buio”, una prova antincendio di cui nessuno sapeva nulla, tranne chi l’ha organizzata.

Erano all’oscuro gli studenti (circa 400 alunni) dalla terza alla quinta elementare degli istituti di Pordenone e provincia nonché alcune classi quinte di Conegliano, erano all’oscuro le insegnanti (erano stati avvisati soltanto i dirigenti scolastici) e addirittura non sapevano nulla le nove maschere che hanno avuto il compito di fare da apripista e accompagnare il pubblico all’esterno.

Le reazioni? Un po’ di smarrimento da parte delle maestre, condiviso anche dai bambini, per i quali si è aggiunto un pizzico di emozione. Tutto s’è svolto con ordine e compostezza.

In cabina di regia c’era il comando dei vigili del fuoco di Pordenone con la dirigenza del teatro Verdi e la collaborazione delle università di Udine, Iuav di Venezia e dell’Ulster con il suo distaccamento di Belfast, oltre al corso di Scienze e tecnologie multimediali che ha fornito i video.

Si è trattato di un esperimento unico sia per l’assenza di preavviso, sia soprattutto per la documentazione del comportamento delle persone di fronte a un’emergenza improvvisa. I pochi minuti serviti per lo spostamento delle persone all’esterno del teatro (solo qui gli ignari protagonisti sono stati informati di quello che era successo) saranno oggetto di studio in molteplici settori: per il dipartimento di ingegneria, sicurezza e protezione intersettoriale (rappresentato dal professor Stefano Grimaz) per capire lo studio dei flussi per la progettazione delle vie di fuga, per lo Iuav (con la docente Valeria Tatano) servirà per definire se gli spazi hanno favorito oppure ostacolato la fuga, mentre per il corso di Scienze e tecnologie multimediali (presente con il direttore del Consorzio Andrea Zanni) tornerà utile per realizzare un nuovo software in ambito della sicurezza.

Se l’evacuazione, per chi l’ha vissuta, era imprevista, per chi l’ha organizzata è stata definita nei minimi particolari. «Avevamo allertato tutte le forze di sicurezza, compresi Prefettura e 118 – ha spiegato la direttrice Emanuela Furlan - ma le incognite erano molte». «Pordenone diventa un osservatorio speciale – ha affermato il presidente del Verdi Giovanni Lessio -. Anche il nostro personale ha superato l’esame a pieni voti».

Plauso anche dal Comune, attraverso l’assessore Flavio Moro. Lo stesso Comune era stato avvisato soltanto la sera prima e Moro non ha nascosto che qualche assessore era perplesso e preoccupato, sebbene tutti fossero concordi nella bontà dell’idea.

«Sapevamo che questa è una struttura sicura – ha affermato il comandante dei vigili del fuoco di Pordenone Doriano Minisini, accompagnato dal coordinatore del progetto Stefano Zanut – ma è stato positivo verificare la buona gestione dell’emergenza». Nei prossimi giorni, i vigili del fuoco saranno nelle scuole coinvolte per confrontarsi con studenti e docenti sul tema della sicurezza.

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