I dieci posti da vedere del Friuli Occidentale

Alcune delle località "imperdibili" della provincia di Pordenone, luoghi che si devono vedere. Chiaramente l'elenco è incompleto, nei commenti i lettori possono aggiungere i loro posti del cuore

PORDENONE. Se vogliamo fare l’elenco dei posti da visitare nel Friuli Occidentale non ci è possibile cominciare con la citazione di Ippolito Nievo («è un piccolo compendio dell’universo») in quanto a destra del Tagliamento il confine si ferma prima di arrivare al mare.

Basta posizionare il mouse sulla mappa per ingrandirla e scegliere la località

Abbiamo scelto dieci (numero tondo e quasi cabalistico) luoghi del Friuli Occidentale che a nostro parere devono essere visitati sia da un turista che passi da queste parti sia da chi ci viva e non li abbia visti.

Chiaramente per il turista conta il tempo a disposizione, per chi ci vive più la voglia.

Volendo partire dalla montagna ci sembra d’obbligo partire dalla Val Cimoliana, e più specificamente dal Campanile di Val Montanaia, una delle vette delle Dolomiti friulane e una delle cime forse più inconfondibili.

Altrimenti, scegliendo i confini della provincia di Pordenone, sceglieremmo la diga del Vajont, tragicamente famosa e meta di pellegrinaggi quasi continui.

Scendendo dal Vajont lungo la strada che viene dal Cadore ecco che si incontra il lago di Barcis, meta indubbiamente ricca di fascino con qualsiasi meteo, ma con il bel tempo di più, un po’ meno se il lago soffre un periodo di siccità.

Altrettanto a ridosso del confine con il Veneto, ma in posizione più valligiana troviamo meritevole di una scappata la sorgente del Gorgazzo in comune di Polcenigo, un incantevole specchio d’acqua che è anche l’ingresso di una profonda grotta acquea.

Rimanendo in tema di acqua e paesaggi connotati acquaticamente, indicheremmo la val d’Arzino e molti luoghi segnati e plasmati dal torrente che li ha trasformati in forre di suggestiva bellezza.

Abbiamo, come nel caso della provincia di Udine, volutamente evitato di includere città di certe dimensioni, ma facciamo l’eccezione per Valvasone: incantevole borgo medievale, ottimamente conservato e incluso tra i borghi più belli d’Italia.

Più antica è la tappa successiva: l’abbazia di Santa Maria in Sylvis che sorge nel centro di Sesto al Reghena e che è stata fondata nella prima metà del 700 dopo Cristo, quindi quasi 1.400 anni fa.

Ci allontaniamo dal confine con il Veneto e risaliamo verso la Pedemontana fino ad arrivare a Castello d’Aviano con un tour suggestivo con quattro tappe: la chiesa parrocchiale intitolata alle Sante Maria e Giuliana, quella cimiteriale di Santa Giuliana, quindi l’oratorio di San Gregorio e infine il parco storico della cinquecentesca villa Policreti, giardino all’italiana che si estende su una superficie di circa 30 ettari.

Da qui saliamo ancora in direzione nord - nord - est per arrivare a Poffabro, frazione di Frisanco: borgo di cui si trova traccia in un documento del 1339, anch’esso inserito tra i più bei borghi d’Italia.

E concludiamo con un’altra località inclusa nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia” che è Toppo di Travesio, molto vicino al confine con la provincia di Udine e che si può far risalire al 1200.

Non pretendiamo che l’elenco sia completo (non dimenticate poi che non sono incluse le città e i paesi), anzi: sicuramente può prestare il fianco a numerose critiche, ma preferiremmo ci fossero delle aggiunte nei commenti qui sotto.

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