Cerca lavoro e trova tante porte chiuse, così a 56 anni apre un’edicola

CORDENONS. A 56 anni e senza un lavoro stabile negli ultimi tre, si rimette in gioco e apre un’edicola-cartoleria, attività mai svolta prima. È la storia di Mario Canzi, dal 1980 residente a Cordenons, con alle spalle diversi lavori tra i quali, per vent’anni, quello di agente di commercio.
Canzi è l’emblema di quella “fascia di mezzo” che, a causa dell’età, la crisi occupazionale degli ultimi anni ha tagliato fuori dal mercato del lavoro. Dal 9 gennaio ha rilevato l’edicola “Vittoria’s” di via Ferraris a Torre di Pordenone, poco distante dal Flora. Ad aiutarlo economicamente sono stati degli amici. Sabato, alle 11, ci sarà l'inaugurazione.
Una sfida non da poco, considerati i tempi. Come l'è venuta questa idea?
«Da tre anni, dopo essere stato licenziato dall’ultimo impiego perché l'azienda doveva ridurre il personale, sono in cerca di lavoro: ho lavorato per un’altra azienda qualche mese, grazie a questo ho avuto diritto alla disoccupazione tra febbraio e luglio del 2013. Da allora però solo qualche lavoro occasionale con compensi irrisori e tanto tempo libro che, per non entrare in crisi, dedicavo al volontariato nella parrocchia di San Pietro Apostolo. Non avrei mai pensato di aprire un’edicola. Ma quando sei disperato e tutti, a causa della tua età, ti chiudono le porte in faccia che fai? Prendi la prima occasione e ti rimetti in gioco».
Come ha vissuto in questi tre anni?
«Facendo tanti sacrifici assieme alla mia famiglia. Ho due figli e un mutuo da pagare, che quando ho perso il lavoro ho dovuto sospendere. Sinora abbiamo vissuto con lo stipendio di mia moglie e quel poco che entrava dai miei lavori precari. Di recente mia figlia ha trovato lavoro e così ora è lei che paga il mutuo. Trovarsi a 56 anni senza nulla in mano e lontano dalla pensione è dura, rischi di entrare nella disperazione perché fatichi a fare fronte ai bisogni basilari della famiglia. Emotivamente è difficile andare avanti. Così quando ti arriva la prima opportunità la devi prendere al balzo».
In questo progetto l'ha sostenuta la sua famiglia e anche un coppia di amici.
«Sono molto fortunato è vero. L’avvio di questa attività, chiusa il 24 dicembre dai precedenti gestori, ha richiesto un investimento iniziale di 20 mila euro che senza l’aiuto di queste persone, a me molto care, non avrei mai potuto trovare. Stanno credendo in me e questo mi aiuta a ripartire con la voglia di farcela. Stando alla riforma Fornero mi mancano, ora come ora, sei anni alla pensione. Se non lavoro ci vado a 68 e con meno soldi. Per questo voglio provarci».
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