Il racconto

“Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei" C’è un luogo dove la storia prende forma concreta: l’archivio del Messaggero Veneto. Nel secondo episodio, con Daniela Larocca, Alessandra Ceschia e Paolo Medeossi, riviviamo la notte del 6 maggio 1976 tra redazioni e comunicazioni d’emergenza. Il contributo di Paolo Mosanghini chiarisce il ruolo del giornale: informare per aiutare a comprendere il disastro. Tra anni di piombo e terremoto, emergono paura e orgoglio, con il timore di ripetere tragedie come quella del Belice. Dalle visite di Aldo Moro e Enrico Berlinguer all’esodo verso Grado e Lignano, la parola scritta diventa strumento per difendere il futuro del Friuli. "Il terremoto ha sconvolto e distrutto i paesi, ma non ha abbattuto i friulani."
“Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei" C’è un luogo dove la storia prende forma concreta: l’archivio del Messaggero Veneto. Nel secondo episodio, con Daniela Larocca, Alessandra Ceschia e Paolo Medeossi, riviviamo la notte del 6 maggio 1976 tra redazioni e comunicazioni d’emergenza. Il contributo di Paolo Mosanghini chiarisce il ruolo del giornale: informare per aiutare a comprendere il disastro. Tra anni di piombo e terremoto, emergono paura e orgoglio, con il timore di ripetere tragedie come quella del Belice. Dalle visite di Aldo Moro e Enrico Berlinguer all’esodo verso Grado e Lignano, la parola scritta diventa strumento per difendere il futuro del Friuli. "Il terremoto ha sconvolto e distrutto i paesi, ma non ha abbattuto i friulani."

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