Un quintale di cocaina nel camion: arrestato
Maxi sequestro della Guardia di Finanza a Fernetti: panetti occultati nei borsoni. La droga avrebbe fruttato oltre 10 milioni

Più di un quintale di cocaina nascosto in un camion che trasportava ceramiche dalla Spagna ai Balcani. Centodieci chili di polvere bianca suddivisa in più cento panetti occultati dentro ai dei borsoni. A spanne quella montagna di droga sarebbe fruttata ai malviventi tra gli 8,8 e gli 11 milioni di euro.
È l’ammontare del maxi sequestro operato dalla Guardia di finanza di Gorizia vicino al valico di Fernetti, al confine fra Trieste e la Slovenia. Il conducente, un 54enne serbo, è stato arrestato per narcotraffico.
Dusan Vujcic è in custodia cautelare nel carcere di Trieste dal 3 dicembre, il giorno in cui è scattata l’operazione delle Fiamme gialle. Stando a quanto trapela, i militari hanno adocchiato il mezzo pesante al casello del Lisert, all’uscita dall’autostrada A4, dove stazionava una pattuglia impegnata nei controlli stradali, con un’attenzione particolare ai veicoli con targhe straniere.
Il mezzo pare avesse un fanale bruciato, sicché i finanzieri lo hanno seguito per un tratto facendogli poi cenno di accostare. Di fronte a quell’imprevisto il camionista avrebbe dato chiari segni di nervosismo. Come se avesse qualcosa da nascondere. Così, oltre al controllo su patente e documenti di guida, è scattata una perquisizione accurata del veicolo.
Un carico di ceramica, almeno sulla carta. Peccato che tra i manufatti ci fossero alcuni borsoni, ben nascosti. All’interno, gli operatori della Finanza hanno trovato oltre cento panetti di polvere bianca, che poi si è rivelata essere cocaina. Lo stupefacente è stato posto dunque sotto sequestro, come pure il camion, diretto a rifornire chissà quali piazze di spaccio. Il conducente è finito in manette.
Le indagini sono tutt’altro che concluse. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’intera filiera del narcotraffico. Il fascicolo è nelle mani del pm della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Trieste Federico Frezza. Stando a quanto trapela, il camion era partito dalla Spagna, noto Paese di approdo dei carichi di stupefacente provenienti via mare dal Sudamerica.
Da lì la polvere bianca viene caricata su altri vettori e smistata nelle piazze di spaccio di tutta Europa. Una geografia criminale in cui rientra anche il Nord Est, che ancora una volta si conferma una direttrice utilizzata per i traffici illeciti: droga, armi, migranti irregolari, con incassi notevoli non tanto per chi fa da “corriere” ma per le organizzazioni criminali che gestiscono gli affari. Il carico di droga sequestrato sarebbe fruttato una vera fortuna.
Il calcolo è presto fatto. Considerando che in media il prezzo al grammo oscilla tra gli 80 e i 100 euro (a seconda della qualità della sostanza) la cifra in ballo si aggira verosimilmente tra gli 8,8 milioni e gli 11 milioni di euro. Introiti che la Guardia di finanza ha sottratto al malaffare, evitando che il carico irrorasse le piazze di spaccio.
È il secondo importante risultato messo a segno in pochi mesi. All’ex valico di Sant’Andrea, a Gorizia, la Finanza aveva intercettato un arsenale viaggiante: 5 kalashnikov e 356 cartucce occultate in borsoni dentro un minivan partito dai Balcani. In manette i due autisti e il presunto mittente, un 30enne albanese, arrestato in patria. Le armi d’assalto erano dirette a Milano.
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