Il ritorno del sorriso di Kate: giorno di speranza per il Regno Unito
Un raggio di sole sulla parata per il compleanno di re Carlo. Ovazione, mentre Meghan presentava i suoi prodotti

Parevano impazziti gli inglesi lungo il Mall al passaggio – sotto una pioggia impetuosa, ma molto british, che al momento giusto ha lasciato spazio a un cielo azzurro come a Londra se ne vedono raramente –, della ridondante Ascot Landau, la carrozza più blindata e preziosa al mondo, seguita da un’altra che definire modesta potrebbe far meritare il confino eterno nella colonia delle isole Ellice e Gilbert in Oceania.
Se dalla Ascot salutavano raggianti His ed Her Majesty, poco più in là c’era il cocchio che trasportava la splendente Kate, Wills e i loro marmocchi.
È per loro che gli inglesi, e non solo, si sono spellati le mani urlando God Save Kate pur agitando le popolari bandiere con la scritta God Save The King che di qualche buon auspicio anche lui ha bisogno.
Era da Natale che la principessa non si vedeva in pubblico, poco prima della notizia con la quale si annunciava ufficialmente che The Princess of Wales era alle prese con un cancro al pari del suocero che ieri ha dovuto rinunciare a percorrere il tragitto a cavallo.
Se noi comuni mortali (the commons, girone nel quale si sono sistemati anche Harry The Spare e la sua intraprendente sposa) festeggiamo il compleanno una volta all’anno, ed è già troppo, His Majesty può contare oltre a quello effettivo (sotto il segno dello Scorpione) anche su un secondo che coincide con la festa del Trooping the Colour che comprende, semplificando, la parata, a rotazione, delle bandiere dei cinque reggimenti britannici di guardie a piedi.
Quest’anno a far svettare i loro vessilli sono state quelli irlandesi della compagnia n. 9 di cui Catherine è colonnello e, davanti a tanta bellezza e fair play, ci sono generali nostrani che dovrebbero quantomeno prostrarsi o degradarsi.
Kate che combatte con la sua malattia che, non ce ne voglia, parafrasando Totò, è anch’essa una livella. Affermazione che porterebbe a dire, in un rigurgito di nauseante volgarità, che è meglio soffrire nella residenza di Anmer Hall, nel Norfolk, che in una casa popolare.
The Princess, in questo caso, come quando ci ammaliamo noi commons, si sottopone a chemioterapia, forse ha fatto la radioterapia, ma non era il caso di annunciarlo al mondo.
Per la festa del Trooping the Colour e relativa apparizione, preceduta dal doveroso chiarimento che questo non significa il ritorno alla vita “normale”, Kate, magra come un’acciuga sugli immancabili stiletti, ha indossato un abito bianco con dettagli blu della stilista Janny Packman (andate sul suo sito e potete ordinare un tailleur molto simile per mille e 600 sterline) e un cappello ad angolo di Philip Treacey di cui si possono trovare online tutte le collezioni ma di prezzi, elegantemente, non si fa cenno.
Se lo meritava The Princess questo bagno di folla, gli applausi infiniti quando si è affacciata al balcone di Buckigham Palace circondata da Luis, Charlotte e George, bimbetti che potrebbero prendere sin d’ora, con grazia e saggezza, le redini del regno.
Mentre sfrecciavano le Frecce rosse della Raf e tutti i reali se ne stavano con il naso all’insù, Meghan ha avuto il buon gusto di presentare un video con la sua nuova linea di prodotti American Riviere Orchard, che include anche crocchette per cani di lusso e marmellate.
Kate di lì a poco sarebbe tornata nel suo cottage a riposare mentre la cognata sconfessata si esibiva stendendosi il rossetto, di sua produzione, con la bocca spalancata. Cose da TikTok. God Save the Princess
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