Pg ricorre in Cassazione su Pifferi, 'orrore sull'essere più fragile'

(ANSA) - MILANO, 04 MAR - Ha abbandonato "da sola in casa, prigioniera di un lettino da cui non poteva uscire", per "quasi sei giorni", "l'essere umano più fragile e totalmente dipendente da lei", ossia sua figlia Diana di meno di un anno e mezzo, con una condotta che fa "orrore" e ha continuato a "mentire", senza mostrare alcuna "resipiscenza". Lo scrive l'avvocato generale Lucilla Tontodonati della Procura generale di Milano, diretta da Francesca Nanni, nel ricorso in Cassazione con cui chiede di annullare con rinvio per un nuovo processo la sentenza di secondo grado del 5 novembre che ha cancellato l'ergastolo per Alessia Pifferi, condannandola a 24 anni per l'omicidio volontario della figlia del luglio 2022. Riconoscendole le attenuanti generiche equivalenti all'unica aggravante rimasta, quella del vincolo parentale. Proprio la concessione delle attenuanti, con equivalenza sull'aggravante, è il centro delle contestazioni dell'atto depositato dalla pg alla Suprema Corte, a cui fanno ricorso anche la nonna e la zia della piccola, rappresentate dall'avvocato Emanuele De Mitri, il quale anche in secondo grado aveva chiesto la conferma dell'ergastolo. Pena massima che era stata decisa dalla Corte d'Assise di Milano, a seguito delle indagini della Polizia e del pm Francesco De Tommasi. E con due perizie che nei due gradi del giudizio hanno stabilito la piena capacità di intendere e volere della donna. Nel ricorso la pg critica anche il fatto che la Corte d'Assise d'appello, nel motivare le attenuanti, avesse fatto riferimento pure all'incidenza del clamore mediatico della vicenda. La "risonanza mediatica" e le "dinamiche comunicative" sono "fenomeni inerenti alla contemporaneità" e "fattori che, per loro natura, non attengono alla capacità a delinquere del soggetto, ma al contesto sociale in cui il processo si è svolto". (ANSA).
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