Il ritorno delle Witch: il nuovo libro di Lodovica Comello riaccende la mitica saga

L’attrice friulana firma il sequel del fumetto: «Una storia che parla di crescita e legami che resistono»

Margherita Reguitti
Lodovica Comello
Lodovica Comello

Esce oggi in libreria l’atteso romanzo di Lodovica Comello ispirato alla saga a fumetti Witch dal titolo Il cuore lo sa. E se… le guardiane avessero dimenticato la magia? (Giunti, 257 pagine, 18,90 euro). Una storia che la poliedrica artista nata a San Daniele, la cui carriera internazionale spazia nei linguaggi, attrice, cantante, conduttrice, dall’Italia al Sud America, da fan delle cinque ragazze dotate di poteri straordinari, ha creato chiedendosi: what if? Che ne sarebbe stato di Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin se si fossero dimenticate dei propri poteri?

Anni dopo la loro ultima avventura raccontata a fumetti, si ritrovano giovani donne avviate per strade diverse, alla vigilia della festa di Halloween a Heatherfield, dove tutto ebbe inizio. Sono invece passati 25 anni da quando Lodovica si presentava all’edicola per acquistare l’atteso fumetto, tuffandosi nelle storie che hanno contribuito a formare l’artista e la donna di oggi.

Il cimento narrativo fra ricordi ed emozioni personali dà vita a una trama che unisce magia, memoria, amicizia e nostalgia. Pagine che parlano sia a chi ha amato la saga, sia alle nuove generazioni di lettrici tra avventura e mistero.

La trama, costruita con sapienza di equilibrio fra azione, riflessione e colpi di scena, propone temi fondanti e universali. Le cinque, infatti, riscoprono il valore dell'amicizia, la complessità di crescere scegliendo e il legame con il passato.

Come l’autrice anche le protagoniste sono cresciute, le loro strade si sono separate e l’amicizia pare essersi affievolita. Ma il passato comune e i sentimenti che le hanno unite riemergono per una serie di misteriose coincidenze. A Heatherfield si ritrovano quando l’equilibrio fra bene e male, comincia a vacillare, unite più che mai per nuove avventure con la consapevolezza che nessuno sfugge al destino. Scopriranno così i legami che resistono al tempo e all'oblio e anche se la mente dimentica il cuore continua a ricordare.

«Ho cominciato a leggere la saga a 11 anni – ricorda Lodovica Comello – e sono sicura che ha contribuito ad essere chi sono oggi. Mi ha trasmesso il valore dell’amicizia, della responsabilità, il senso del dovere, l’amore verso la famiglia ma anche come avere cura delle persone che mi camminano accanto nella cerchia più ristretta degli affetti. È stata una pietra miliare nella mia infanzia e spero che il romanzo rappresenti tutto questo patrimonio di sentimenti ed emozioni».

Nello sviluppo della storia la scrittrice sceglie di non descrivere fisicamente le protagoniste le cui personalità sono però dettagliate con precisione. Una linea stilistica funzionale a dare massima libertà a chi legge di immaginarle. A sorpresa nelle ultime pagine del libro, elegante e curato anche come oggetto, è stata inserita un’art gallery, disegni inediti di autori diversi che accompagnano le lettere che le “guardiane” scrivono a sé stesse diventate adulte. Ma le sorprese grafiche non terminano qui!

La contemporaneità emerge fra le pagine nell’incertezza per il futuro, le eroine, infatti, ancora non hanno scelto quali saranno le loro strade professionali e di vita. «Sono coraggiose, ironiche, esuberanti e riflessive ma anche eleganti e leali, tratti nei quali mi riconosco», prosegue la scrittrice. «Aver potuto farle rivivere nelle pagine di un romanzo è un grande punto d’orgoglio per me».

La scrittura è sempre stata una passione fin dall’adolescenza per l’artista che non esista a definirla una valvola di sfogo, per anni esercitata nel privato. Fino alla pubblicazione di “Tutto il resto non conta”, diario autobiografico sul successo conquistato con la serie “Violetta” in Argentina, seguito da “L’asciugona. Cronache di gravidrammi e altalene emozionali” dedicato all’esperienza della maternità.

Quanto si sente orgogliosa di essere friulana Lodovica Comello? «Molto! Non perdo occasione di ricordare le mie radici, e credo di rispecchiare in vari aspetti la friulanità. Ho sempre dato importanza al lavoro e al sacrificio necessario per raggiungere gli obiettivi, valori che mi hanno insegnato i miei genitori. Credo di essere una persona leale che si rispecchia nel motto “fasin di bessoi, fasìn miôr”. Cittadina del mondo Lodovica quando torna casa a San Daniele torna così alla marilenghe.

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto