Udine, i "giorni strappati" in via Spalato: la fotografia di Da Pozzo racconta la metamorfosi del carcere
Inaugura venerdì ai Civici Musei la mostra che mette a confronto il passato di abbandono e il futuro di riscatto della struttura. Un viaggio tra memoria e dignità nell'articolo 27 della Costituzione

Esiste un legame profondo tra la dignità della persona e lo spazio che la circonda, un confine sottile che il progetto fotografico di Ulderica Da Pozzo esplora all’interno della Casa Circondariale di via Spalato. L’iniziativa nasce da una scommessa civile e umana avviata nel 2021, quando l’impegno del Garante delle persone private della libertà del Comune di Udine si è posto l’obiettivo di cambiare il volto della struttura. L’idea portante del progetto risiede nella convinzione che il recupero e la ristrutturazione di spazi abbandonati possano offrire un nuovo disegno alla quotidianità dei reclusi, trasformando l’ambiente fisico per dare sostanza ai principi di dignità e al dettato dell’articolo 27 della Costituzione.
Oggi, i primi traguardi di questo percorso sono visibili e concreti. Dopo l’inaugurazione della nuova sede della semilibertà nel gennaio 2024 e della ex sezione femminile nel luglio 2025, il 2026 segna il completamento del secondo lotto, destinato a ospitare un teatro e sale per i colloqui familiari, luoghi cruciali per il mantenimento dei legami affettivi. Testimoniare questa transizione richiedeva uno sguardo capace di non semplificare la complessità del vissuto. Per questo la scelta è ricaduta su Ulderica Da Pozzo, fotografa dalla grande sensibilità che da anni indaga la memoria custodita nelle “stanze abbandonate”. Entrata per la prima volta nelle celle nel 2021, Ulderica Da Pozzo si è mossa con un rispetto che trascende la mera documentazione, catturando l’anima di spazi carichi di memoria.
Attraverso il suo obiettivo, la fotografa dialoga con i corridoi e le celle, interpretando i segni del tempo e trasformando luoghi di costrizione in spazi di riflessione. Le sue fotografie fissano dettagli carichi di forza emotiva come strappi sulla carta da parati, frasi incise e strati di pittura che, come sedimenti geologici, raccontano il passare dei giorni. Cinque anni dopo l’inizio del progetto, Ulderica Da Pozzo è tornata negli stessi luoghi trovandoli mutati. La mostra mette a confronto due tempi: se il lavoro sul passato è fondamentale per non perdere le tracce di chi ha vissuto in quegli spazi, la narrazione della trasformazione sottolinea come la cura degli ambienti possa cambiare la prospettiva di chi resta, rimettendo al centro le relazioni umane.
«Ulderica Da Pozzo racconta il territorio nelle sue pieghe più intime. In questa mostra il suo sguardo ci accompagna nella sezione femminile della Casa circondariale di Udine come appariva prima della ristrutturazione e trasformazione: tracce di vita, attese e silenzi, frammenti di quotidianità sospese restituiti con rispetto e misura» commenta l’assessore alla Cultura Federico Pirone. Le immagini fermano la riflessione sui molteplici significati dei luoghi di reclusione, sul rapporto tra spazio e dignità. «L’opera di Da Pozzo non giudica né spettacolarizza, ma osserva, testimonia e conserva, con un gesto di grande valore civile. Ma “I giorni strappati. Il tempo vuoto nel carcere” è un omaggio al passaggio che sta compiendo la città con la riqualificazione della struttura di via Spalato» conclude Pirone. Per il Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Udine «solo una grande artista poteva riuscire a interpretare in maniera tanto efficace il nostro bisogno di comunicare non solo una testimonianza del passato, ma anche la rappresentazione dei sentimenti di chi ha vissuto luoghi di sofferenza e costrizione a chi userà questi spazi per il riscatto e la speranza».
La mostra, organizzata e prodotta dai Civici Musei di Udine e dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, in collaborazione con La Società della ragione e Associazione Icaro volontariato giustizia Odv, sarà inaugurata venerdì alle 18 e sarà aperta al pubblico dal 7 marzo al 31 maggio.
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