Swing e ritmi sincopati, il trio di Brandon Lewis apre il San Vito Jazz

Il sassofonista si esibirà sabato 7 marzo al Centro civico, sarà affiancato da Josh Werner e Warren “Trae” Crudup

Alessandra Ceschia
James Brandon Lewis, sassofonista e compositore americano
James Brandon Lewis, sassofonista e compositore americano

Un ventennio di musica definita da ritmo sincopato, pronuncia swing e improvvisazione. San Vito Jazz apre la sua nuova stagione sabato 7 marzo, alle 20.45 all’auditorium del Centro civico con un ospite internazionale: il festival, promosso da Comune e Circuito Ert e diretto da Flavio Massarutto, ha puntato su James Brandon Lewis, uno dei più originali sassofonisti e compositori del jazz contemporaneo per celebrare il ventennale.

La sua musica intreccia elementi di gospel, free jazz, funk e hip-hop, offrendo prospettive sonore in continuo divenire. Nato a Buffalo nel 1983, James Brandon Lewis ha costruito una carriera di grande livello muovendosi tra composizione e improvvisazione, pubblicando numerosi album acclamati dalla critica e suonando in tournée internazionali con formazioni proprie e in collaborazione con artisti di rilievo. Ha ricevuto riconoscimenti importanti, tra cui il premio di Artista dell’anno e di Sax Tenore dell’anno 2025 dalla rivista DownBeat, la più autorevole pubblicazione dedicata al jazz negli Stati Uniti.

La performance per San Vito Jazz vedrà Lewis in trio, affiancato da Josh Werner al basso elettrico e Warren “Trae” Crudup alla batteria, in un programma che riflette la sua visione coraggiosa del jazz.

La foto di Luca d’Agostino, scelta per il manifesto, scattata in una chiesa a Comeglians, svela il riposo del gigante tra un’emozione musicale già donata e una nuova che sta per sprigionarsi. È Sean Bergin (1948–2012), figura centrale del jazz e della musica improvvisata europea, sudafricano bianco, che rifiutò il regime dell’apartheid e, agli inizi degli anni Settanta, si trasferì in Europa.

Il festival proseguirà con altri tre appuntamenti che celebrano il ventennale con progetti originali realizzati ad hoc per San Vito Jazz. Sabato 14 marzo il Teatro Arrigoni ospiterà Oh! The music of Sean Bergin, un’esibizione curata da Daniele D’Agaro e Tobias Delius per rendere omaggio alla figura di Sean Bergin e alla sua musica tra ritmi sudafricani e improvvisazione. Sabato 21 marzo, sempre al Teatro Arrigoni, Joni… beyond Blue porterà in scena la rilettura di brani di Joni Mitchell da parte di Lorena Favot e il suo ensemble, esplorando l’attraversamento tra canzone d’autore e jazz. Infine l’appuntamento di sabato 28 marzo, all’Auditorium Centro Civico, Aria Vibrante vedrà il trombonista Tony Cattano con la Banda della Filarmonica Sanvitese in un progetto che intreccia jazz e tradizione bandistica per chiudere la stagione con una grande festa. Le serate inizieranno alle 20.45. È possibile sottoscrivere l’abbonamento ai quattro concerti fino alla vigilia del primo appuntamento. Informazioni e prevendite biglietti al Punto Iat e online su ertfvg.it. La rassegna è organizzata dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia e dal Comune di San Vito al Tagliamento con la collaborazione della Fondazione Luigi Bon.

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