Sulle vie dei libri a Tolmezzo: tre giorni di eventi
Presentata la rassegna che animerà la montagna dal 12 al 14 giugno. Tra le anteprime il romanzo di Ilaria Tuti sull’occupazione cosacca in Carnia: uno sguardo anche alla Slovenia. Chiusura con il noir di Piergiorgio Pulixi

La montagna custodisce la memoria e, soprattutto, i confini, che possono trasformarsi in ponti culturali: la Carnia si prepara ad accogliere la quarta edizione di un festival letterario ormai radicato nell’Alto Friuli e capace di intrecciare identità territoriale, memoria storica e dialogo europeo.
Dal 12 al 14 giugno “Tolmezzo Vie dei Libri” tornerà infatti a sintonizzarsi sulle più interessanti narrazioni contemporanee, con un programma che attraversa letteratura, storia, attualità e riflessione civile. Fra gli appuntamenti più attesi, l’anteprima assoluta di sabato 13 giugno del nuovo romanzo di Ilaria Tuti, “Ed è un poco la notte e un poco l’alba” (Longanesi), ambientato “in casa” e ispirato ai fatti dell’occupazione cosacca del 1944.
Il festival è promosso dal Comune di Tolmezzo con il sostegno della Regione, in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it, con la direzione artistica di Gian Mario Villalta e la cura di Alberto Garlini e Valentina Gasparet.
Anzil: laboratorio di cultura
A sottolineare il valore culturale e politico della manifestazione è stato l’assessore regionale Mario Anzil: «È la dimostrazione di come la cultura possa essere un presidio anche per le comunità montane. La montagna è un laboratorio di identità». Da qui la convinzione che «la cultura nelle terre alte non sia un lusso, ma uno strumento di appartenenza al territorio». In questo contesto si inserisce anche il “Progetto Dante Interreg Italia-Slovenia”, che intreccia letteratura, poesia e riflessione politica contemporanea.
Il vicesindaco di Tolmezzo Laura D’Orlando ha evidenziato invece il carattere corale della manifestazione, nata quattro anni fa come progetto ambizioso dell’amministrazione e cresciuta grazie alla collaborazione con Fondazione Pordenonelegge e con numerose realtà locali. «È un lavoro di squadra che dura quasi un anno», ha spiegato, ricordando il coinvolgimento di associazioni culturali, enti, musei, Pro loco e volontari.
Villalta ha insistito sul rapporto profondo fra storia e natura che caratterizza la Carnia, ricordando come il territorio abbia saputo elaborare «saperi, conoscenze e forme di vivere» legati anche alla sopravvivenza e allo scambio con le realtà confinanti. In questa prospettiva ha indicato una possibile direzione futura del festival: valorizzare sempre di più i temi della conoscenza naturalistica, delle erbe, delle tradizioni popolari e della cura della persona, dentro «una vocazione transfrontaliera» che coinvolge Slovenia e Austria.
Si parte con Walter Tomada
Mercoledì 10 giugno, alle 19 in piazza XX Settembre, l’anteprima del festival sarà affidata a Walter Tomada, che presenterà “La faglia dentro: cosa resta del 6 maggio 1976”, riflessione sulle ferite psicologiche e collettive lasciate dal terremoto.
Venerdì 12 giugno, alle 11 nella Sala Centro Servizi Museali, Guido Sgardoli aprirà il percorso dedicato ai giovani lettori con “Haven’s End”, romanzo distopico sull’intelligenza artificiale. Alle 16, nello stesso spazio, Elena Commessatti presenterà “Il tempo delle viole”. Alle 17 in piazza XX Settembre, Tiziana Potocco condurrà il pubblico tra castelli e paesaggi del Friuli patriarcale con “La mia terra è verde”. Alle 18.30, nella Sala Centro Servizi Museali, Silvia Sanna racconterà Grazia Deledda attraverso “Il cuore scalzo”, mentre alla stessa ora, in piazza XX Settembre, Francesca Schiavon presenterà “Cuore bianco”, storia del legame emotivo tra uomini e animali. La conclusione della giornata inaugurale, alle 20.30 al Cinema David, sarà affidata a Marcello Veneziani con “Nietzsche e Marx si davano la mano”, viaggio fra vite, idee ed eredità dei due grandi pensatori della modernità.
La graphic novel sul sisma
Sabato 13 giugno, alle 11.30 nel Salone dell’Hotel Roma, Paolo Cossi presenterà “Il terremoto del Friuli. Un romanzo a fumetti”, graphic novel dedicata al sisma del 1976 e alla capacità di rinascita delle comunità friulane. Alle 16 al Museo Carnico, lo scrittore sloveno Tadej Golob porterà “Avevo le mie ragioni”, noir con protagonista l’ispettore Taras Birsa. Alle 16.30 nella Sala Centro Servizi Museali, Marta Mauro sarà al centro dell’incontro dedicato ad “Anna dei rimedi”, romanzo su una giovane “medisinara” carnica del Settecento. Alle 17 al Cinema David, Toni Capuozzo tornerà sul terremoto con “Una piccola guerra”. Alle 21, al Cinema David, Francesco Vidotto chiuderà la giornata letteraria con “L’abete e la betulla. Storia di amore e di alberi”.
Domenica 14 giugno, alle 10 al Museo Carnico, Mirt Komel presenterà “Detective Dante. Indagine a Nova Gorica”, noir filosofico ambientato nelle “due Gorizie”. Sempre alle 10, nella Sala Centro Servizi Museali, Marisa De Pauli proporrà “La Carnia e l’Italia fascista tra le due guerre”. Alle 10.30 in piazza XX Settembre, Raffaella Cargnelutti presenterà “Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall’inferno di Buchenwald una storia vera”, racconto della deportazione del padre Giulio. Alle 11.30 nel Salone dell’Hotel Roma, Fulvio Marino accompagnerà il pubblico dentro “Tutto il mondo del pane”, viaggio tra culture dei lievitati e ricette domestiche.
Nel pomeriggio, alle 15 all’Hotel Roma, Antonella Sbuelz presenterà “Il mio nome è An(s)ia”, romanzo sulle fragilità emotive dell’adolescenza. Alle 16 al Cinema David, Antonio Caprarica porterà “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente”. Alle 17.30 all’Hotel Roma, Andrea Maggi proporrà “Conta sul tuo cuore”. Alle 18.30 al Cinema David, Piergiorgio Pulixi chiuderà il percorso narrativo con “Il nido del corvo”, thriller ambientato in una Sardegna oscura e inquieta.
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