Proverbi e saggezza popolare: in un libro la memoria collettiva che unisce le generazioni

I proverbi rappresentano una preziosa testimonianza della cultura, dell’esperienza quotidiana, della mentalità e dei valori delle società che li hanno prodotti e tramandatiEsce in questi giorni nelle librerie ed edicole “Proverbi Friulani”

Katia Peruch
Una delle illustrazioni del libro
Una delle illustrazioni del libro

Esce in questi giorni nelle librerie ed edicole “Proverbi Friulani” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 208 pagine illustrate, 16,00 euro) curato da Katia Peruch, direttrice editoriale, che qui racconta la genesi e struttura del libro.

Proverbi e detti sono fonte di saggezza popolare, base di una memoria collettiva, adatti ad ogni circostanza della vita, trasmessi per secoli, per lo più attraverso tradizione orale, solitamente sciorinati dai membri più anziani delle famiglie ai più giovani, di generazione in generazione, fino a diventare parte dell’identità culturale di intere comunità. Costituiti da frasi brevi o da massime che esprimono una verità, un consiglio sulla morale o regole di vita, sono generalmente considerati espressione diretta di quella che gli studiosi chiamano una filosofia spontanea del popolo.

Nascono in epoche lontane, rappresentano una preziosa testimonianza della cultura, dell’esperienza quotidiana, della mentalità e dei valori delle società che li hanno prodotti e tramandati; spesso sono lo specchio del mondo contadino, con i suoi ritmi e la sua visione della realtà, mescolando religione e superstizione, e derivano tanto dalla tradizione popolare quanto da quella colta.

Con la loro struttura di brevità, parallelismo e simmetria, ritmo e rima e con le loro figure retoriche, a seconda dei casi, i proverbi possono confermare un ragionamento, sostenere una previsione, teorizzare un pronostico, mettere in guardia da un pericolo, dispensare un consiglio o portare a riflettere o anche, semplicemente far divertire e, allo stesso tempo, possono dire tutto e il contrario di tutto.

Esistono infatti proverbi che sembrano contraddirsi a vicenda: partendo da uno spunto simile per esempio, troviamo proverbi che invitano a riflettere prima di agire, e accanto quelli che incoraggiano a non perdere tempo; accanto ad un proverbio che loda il valore della collaborazione, possiamo trovarne uno che mette in guardia dai rischi dell’eccessiva partecipazione e così via... I proverbi sul tempo e sui pronostici agricoli poi, sono un vero guazzabuglio di contraddizioni! (solo per fare un esempio se al plûf il dì da lis Pentecostis, dutis lis racoltis a son nostris, e se di Pentecostis a è ploie, nus farà sta mal di voe). Questi cosidetti contro-proverbi tuttavia, evidenziano come la saggezza popolare non intendeva proporre verità assolute, ma offrire elementi interpretativi da applicare con buon senso nelle diverse situazioni che la vita ci pone.

La loro efficacia espressiva sta proprio nella capacità di comunicare grandi concetti con pochissime parole, dove spesso il messaggio, che all’apparenza è semplice o addirittura scontato, acquista efficacia attraverso l’uso di metafore, similitudini e giochi di parole e talvolta può anche capitare che, ai fini della memorizzazione, si forzi la sonorità di una rima, arrivando addirittura a storpiare la pronuncia esatta di una parola.

Ma i proverbi non sono solo patrimonio della collettività, rappresentano un vero tesoro che ciascuno custodisce nel proprio privato: se ripensiamo alla nostra infanzia, abbiamo tutti il ricordo di quel nonno, o quella nonna che avevano sempre pronto un proverbio per ogni occasione, segnando così le tappe della nostra formazione.

Ed è partendo proprio da qui che il libro nasce, dal ricordo, con l’intento di raccogliere, valorizzare e tramandare questo straordinario patrimonio, affinché la voce della tradizione continui a parlare anche alle generazioni future. Come un sasso gettato nello stagno della memoria, che si allarga in cerchi sempre più ampi, così, i proverbi qui raccolti partono dalla memoria personale, mia, di amici e conoscenti, che si allarga sempre più, diventando una memoria collettiva assimilata, scoperta in ricerche condotte tra biblioteche pubbliche e private e archivi personali messi a disposizione da appassionati dell’argomento.

 

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