Appelli alla pace e toccanti omaggi al patriarca Benito: i 50 anni del Premio Nonino

La cerimonia a Percoto si è aperta con un video ricordo del fondatore. Riconoscimenti allo scrittore tedesco Michael Krüger, alla “madre della danza contemporanea africana” Germaine Acogny, all’ex premier francese Dominique de Villepin  e a  Ben Little.

Fabiana Dallavalle

Il Premio Nonino taglia il traguardo dei suoi cinquant’anni di vita per la prima volta senza Benito, patriarca della famiglia di distillatori nota in tutto il mondo, al quale dedica un toccante omaggio video proprio in apertura della cerimonia di assegnazione dei premi, un’occasione per ascoltare il vibrante e necessario appello alla pace che viene dal cuore del Friuli e dalle quattro personalità di rilievo internazionale scelte dalla Giuria del Premio presieduta dal neurologo, neuroscienziato, psicologo e saggista Antonio Damasio: lo scrittore tedesco Michael Krüger (premio Internazionale Nonino), la madre della danza contemporanea africana Germaine Acogny (Premio Maestra del nostro tempo), l’ex premier francese Dominique de Villepin (Premio Nonino) e Ben Little e il Pignolo friulano (Premio Nonino Risit D’Aur). Al filosofo e sociologo Edgar Morin, in collegamento video, il compito di ricordare al mondo che «non possiamo separare la lucidità dall’impegno: non esiste impegno senza lucidità e non esiste lucidità senza impegno».


A Percoto la 50esima edizione del Premio Nonino: le immagini della cerimonia

Parlando in italiano, Morin, 104 anni il prossimo mese di luglio, ha sottolineato “l’impegno morale” di Villepin, esprimendo, in modo accorato, grande apprezzamento per “il sentire profondo del Premio”, per la “magnifica famiglia Nonino”, tornando con la mente “ai ricordi legati al Friuli e a Benito Nonino”. Dominique de Villepin, il primo dei premiati a salire sul palco, si è detto «Onorato di ricevere un premio che incarna la fedeltà e i valori della natura. Avendo dedicato gran parte della mia vita alla diplomazia», ha ricordato l’intellettuale, europeista convinto, ma soprattutto diplomatico da sempre impegnato per la pace, «sono felice di salutare la firma di un accordo di cessate il fuoco a Gaza.

Una notizia che spero porti speranza a tutti gli ostaggi e ai palestinesi. Tuttavia, osservo con profonda preoccupazione la moltiplicazione delle crisi che segnano il nostro tempo, dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per il Sudan e molti altri luoghi. La sfida è immensa, soprattutto in un momento in cui si afferma una nuova amministrazione americana che combina ambizioni imperiali e messianismo tecnologico. Per andare avanti insieme, abbiamo bisogno di prove e voglio sperare che la ricostruzione di Gaza e il riconoscimento di uno Stato palestinese possano diventare il simbolo di un nuovo ordine internazionale possibile, fondato sulla pace e la giustizia».

Giannola Nonino, imbattibile come Sinner: il dietro le quinte e le curiosità sul premio
Giannola Nonino ©Foto Petrussi

In sintonia con le parole di Villepin quelle pronunciate dall’irlandese di nascita e friulano d’adozione Ben Little, scrittore, divulgatore e blogger, ma soprattutto cantore del Pignolo, antico vitigno autoctono friulano, cui ha dedicato ricerche, studi e un libro. «Il Pignolo mi ricorda che niente succede per caso. Senza Giannola a Benito nessuno di noi sarebbe qui. Io e il Pignolo vogliamo ringraziarli per avere condiviso lo “spirito” con il mondo».

Anche il suo discorso si è concluso con parole di pace: «Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace». Michael Kruger, autore poliedrico, raffinato intellettuale e editore, introdotto da Claudio Magris che lo ha definito «un poeta forte e intenso, discreto e perplesso dinanzi alla vita e ancor di più alla Storia», «sono profondamente convinto che l’idea e l’uso della poesia siano uno degli ultimi legami che ci collegano al passato e alla ricchezza della nostra immaginazione. L’Europa – credo che alcuni di voi saranno d’accordo – è in uno stato deplorevole. L’insaziabile desiderio di infinito, che è anche il cuore della poesia, è stato sostituito da un volgare tentativo di battere l’altro per ottenere un piccolo beneficio».

Ultima a salire sul palco introdotta da Mauro Ceruti, filosofo e teorico del pensiero complesso, membro della Giuria del Premio, Germaine Acogny. «Dedico questo premio al “mio” Presidente Leopold Sèdar Senghor poeta e statista premiato nel 1985 con il Premio Internazionale Nonino. È lui che mi ha sostenuta nei momenti cruciali e mi ha permesso di incontrare il grande coreografo Maurice Béjart, che mi ha affidato la direzione di Mudra Afrique, la prima scuola panafricana di formazione professionale per i danzatori del continente. Desidero ringraziarvi attraverso una breve danza. Si chiama “Danse intérieure” e simboleggia la ricerca della pace dopo i travagli della vita. La dedico a Benito Nonino e al Presidente Senghor. “I morti non sono morti” ha scritto il poeta senegalese Birago Biop. Che la pace sia con voi».

Al termine del suo intervento Acogny si è tolta le scarpe e a piedi nudi ha danzato per il Premio Nonino e si è fatta corpo della sacralità della pace. Non ci viene in mente nulla di altrettanto prezioso per celebrare mezzo secolo di Premio e il suo patriarca Benito. 

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