La mappa del mondo si svela al Pordenone Docs Fest

Dal 25 al 29 marzo a Cinemazero 54 film, 27 anteprime nazionali e opere provenienti da 33 paesi 

Cristina Savi
Da sinistra la protagonista del film “Confessions of a Mole", una scena da “32 mt” e qui la presentazione della rassegna a Cinemazero
Da sinistra la protagonista del film “Confessions of a Mole", una scena da “32 mt” e qui la presentazione della rassegna a Cinemazero

In un tempo in cui le immagini scorrono senza sosta sugli schermi e si consumano in pochi secondi, fermarsi a guardare davvero diventa quasi un gesto controcorrente. È proprio questo lo spazio che continua a difendere il Pordenone Docs Fest – Le Voci del Documentario, che dal 25 al 29 marzo torna a Cinemazero per la sua 19ma edizione, riaffermando e rafforzando il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per il cinema del reale. Per cinque giorni Pordenone, Capitale della Cultura 2027, diventa una mappa del mondo raccontata attraverso le immagini: 54 film, 27 anteprime nazionali (accanto a prime europee e assolute) e opere provenienti da 33 paesi. Registi, autrici, studiosi e protagonisti delle storie arrivano da ogni continente, trasformando la città in un laboratorio di sguardi e confronti.

«In diciannove anni il festival è cambiato e cresciuto, aprendosi sempre di più al mondo», osserva il presidente di Cinemazero Marco Fortunato nel corso della presentazione a Spazio Zero. «Ma è rimasta la nostra idea forse un po’ utopistica: che i documentari possano cambiare il mondo, o almeno contribuire a migliorarlo». Un principio che si traduce anche nella parola chiave scelta per questa edizione: la cura. «Che non è soltanto attenzione – spiega il direttore (anzi, curatore) artistico Riccardo Costantini : ma trasformazione. Viviamo immersi in immagini velocissime, spesso polarizzate, che scorrono nello spazio dello scrolling compulsivo. Abbiamo bisogno di riacquisire uno sguardo». Per questo il festival si propone come «un campionario del mondo», capace di restituire complessità e tempo alla visione.

Il programma riflette questa vocazione. L’apertura è affidata ad “A Fox Under a Pink Moon”, intenso autoritratto di una giovane artista afghana in fuga tra Afghanistan e Iran che affida allo smartphone il racconto della propria storia. La chiusura riporta ancora in Iran con “Westoxicated” di Gilda Pourjabar, che attraverso il rock clandestino racconta sogni di libertà e contraddizioni del paese. Fra i momenti più attesi, la consegna del Premio Images of Courage 2026 con il film “Eyes of the Machine”, testimonianza dell’attivista uigura Kalbinur Sidik sui campi di rieducazione nello Xinjiang. Spazio alla memoria storica con alcune retrospettive dedicate alla guerra civile spagnola e all’assedio di Sarajevo, mentre la sezione dedicata ai Balcani attraversa Bosnia, Kosovo e Croazia. Non manca l’attenzione che Pn Docs Fest riserva all’ambiente e alla sostenibilità, con opere come “Melt” di Nikolaus Geyrhalter e il collettivo “Super Nature”, né quella alla formazione del pubblico più giovane. «Ritrovare la grande storia significa anche capire come si è evoluto il nostro modo di guardare il reale», osserva Paolo D’Andrea presentando le retrospettive, mentre Elena D’Incà ricorda l’impegno educativo del festival, che coinvolge centinaia di studenti nelle matinée e nei laboratori.

Il pubblico in fila per assistere a un film in una passata edizione
Il pubblico in fila per assistere a un film in una passata edizione

In un’epoca in cui le immagini rischiano di diventare rumore di fondo, il Docs Fest continua così a presidiare uno spazio raro: quello in cui guardare il mondo con attenzione, lasciando che anche il dettaglio più piccolo, come le foglie che vibrano sullo sfondo di un’inquadratura (l’immagine del festival, omaggio, a 70 anni dalla morte, a Silvia Zenari, cui è dedicato il museo di storia naturale di Pordenone), possa ancora sorprenderci. È in questa sospensione dello sguardo che il festival ritrova la sua ragione: fare del documentario esercizio di attenzione viva.

Tutte le informazioni sul sito www.pordenonedocsfest.it. —

 

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