Panatta, Buttafuoco e Sangiuliano ospiti di PordenonePensa

Dal 15 giugno la nuova edizione della rassegna che spazierà dallo sport alla geopolitica passando per il dibattito culturale 

Cristina Savi
Adriano Panatta aprirà gli incontri di PordenonePensa
Adriano Panatta aprirà gli incontri di PordenonePensa

Dal tennis che ha scritto la storia dello sport italiano alla geopolitica dei leader che influenzano gli equilibri mondiali, passando per il giornalismo di guerra, l’economia e il dibattito culturale. La diciottesima edizione di PordenonePensa si presenta con ospiti di primo piano come Adriano Panatta, ultimo italiano vincitore del Roland Garros prima dell’era Sinner, Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia e Gennaro Sangiuliano, già ministro della Cultura. Un programma che dal 15 al 26 giugno spazierà fra Pordenone, Porcia, Spilimbergo e Fontanafredda.

La manifestazione, organizzata dal Circolo culturale Eureka, è stata presentata venerdì 12 giugno nella sala di rappresentanza del Comune di Pordenone. Il vicepresidente di Eureka Mario Boranga ha parlato di un festival che continua a essere uno spazio dedicato al dialogo e alla complessità, in controtendenza rispetto alle semplificazioni che spesso caratterizzano il confronto pubblico. Una linea condivisa dall’assessore alla cultura di Pordenone Alberto Parigi, che ha definito PordenonePensa un patrimonio consolidato e apprezzato dalla comunità, seguito dagli interventi di Lorena Blarasin, assessore alla cultura del Comune di Porcia e Marco Attilio Salvadori, responsabile Ufficio Cultura e Turismo di Spilimbergo

Ad aprire il programma principale sarà il 15 giugno, alle 20.30, nel chiostro della biblioteca civica di Pordenone, l’incontro “Il gusto della sostenibilità. Cucina consapevole, ambiente e territorio”. Ospite la chef Chiara Pavan, Stella Verde Michelin, che dialogherà con Kevin Feragotto sul rapporto tra cucina, ambiente, territorio e riduzione degli sprechi.Il 17 giugno, sempre alle 20.30 e nel chiostro, Filippo Facci e Alberto Mingardi saranno protagonisti di “La libertà di parola nell’era della polarizzazione”. Grande attesa per la serata del 18 giugno alle 20.30 quando Adriano Panatta, intervistato da Filippo Facci, ripercorrerà nel chiostro la straordinaria stagione del 1976, culminata con i successi agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros.

Il 19 giugno alle 20.30 il Capitol di Pordenone ospiterà “I libri belli e le buone letture”, incontro che vedrà dialogare Pietrangelo Buttafuoco e Giampiero Mughini con la partecipazione di Giordano Bruno Guerri. Il giorno successivo, alle 20, in piazza Remigi a Porcia, Guerri tornerà protagonista insieme a Francesca Barbi Marinetti (nipote di Filippo Tommaso) nell’incontro “Audacia ribellione velocità. L’importanza del futurismo oggi”, inserito nel calendario di Purlilium Estate.

Il 22 giugno alle 20.30 il chiostro della biblioteca di Pordenone ospiterà Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone per “Predicare inutilmente. Ogni promessa è debito… pubblico”, dedicato ai temi dell’economia e della spesa pubblica.

Particolarmente atteso anche l’appuntamento del 23 giugno alle 20.30 in piazza Garibaldi a Spilimbergo con Fausto Biloslavo, Gianandrea Gaiani e Gian Micalessin. In “Gli attuali conflitti internazionali” i tre giornalisti offriranno una lettura diretta delle guerre e delle crisi che stanno segnando il panorama mondiale. Il 24 giugno alle 20.30, di nuovo a Pordenone Alessandro Donati sarà protagonista di “Campioni senza scorciatoie: lo sport sano batte il doping”, mentre il giorno successivo Tommaso Cerno interverrà con “Giuda contro Pilato: perché l’Italia muore di conformismo”.

La chiusura del festival è affidata a Gennaro Sangiuliano, atteso il 26 giugno alle 20.30 nell’anfiteatro delle Risorgive di Fontanafredda con “Le vite nascoste di Erdogan, Xi Jinping, Putin, Trump”. Attraverso il racconto biografico dei leader che influenzano la scena internazionale, l’ex ministro proporrà una riflessione sui rapporti di forza che caratterizzano il presente.

Durante la presentazione è stata illustrata da Antonia Cardin (Unostudiox) anche l’immagine dell’edizione 2026, firmata dall’illustratore pordenonese Edoardo Nardin con le sue “faccine” che rappresentano una comunità viva. Una metafora dello spirito della manifestazione: coltivare domande, confronto e pensiero critico.

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