Una donna alla direzione artistica del Mittelfest di Cividale

La slovena Agata Tomšič raccoglierà il testimone di Giacomo Pedini alla guida del festival di teatro, musica, danza e circo 

Sarà Agata Tomšič la nuova direttrice artistica di Mittelfest per il triennio 2027-2029, la prima donna in questo ruolo dopo 35 edizioni al maschile che raccoglierà il testimone lasciato da Giacomo Pedini. La regista, attrice, drammaturga, project manager e teorica teatrale, di origini slovene, particolarmente nota per il suo impegno in quel teatro d’avanguardia che ha la sua residenza di elezione nell’area dell’Emilia Romagna, è risultata la vincitrice del bando ufficiale per il conferimento dell’incarico di direttore artistico di Mittelfest, chiuso lo scorso 31 dicembre, con 43 candidature italiane e internazionali.

“Sono molto felice e riconoscente della fiducia che mi è stata dimostrata nel conferirmi questo prestigioso incarico – ha dichiatato -. Conosco Mittelfest e mi sono sempre sentita un po’ a casa, quando, in passato, nell’avvicinarmi al confine su cui sono nata, venivo a seguire il festival. Quest’anno, ho trascorso le ultime due settimane a Cividale del Friuli: ho conosciuto la sua squadra tecnico-organizzativa, studiato i luoghi, parlato con gli spettatori. Mi sono concessa un tempo speciale per iniziare a entrare in relazione con il territorio e le persone che lo abitano. Un momento che poche direzioni possono vantare prima di mettersi al sevizio di un nuovo progetto, che nutrirà la mia immaginazione e le ambizioni del festival che costruiremo in futuro».

L’annuncio dell’arrivo di  Tomšič è arrivato a margine dell’incontro promosso per tracciare il bilancio dell’edizione 2026 di Mittelfest, la numero 35, dedicata al tema della Paura. 

Per undici giorni Mittelfest ha trasformato Cividale del Friuli in un palcoscenico diffuso dove il pubblico ha partecipato, applaudito, ballato, si è emozionato, sorpreso e si è anche spaventato, scoprendo come la paura sia un’emozione che ci riguarda tutti, che ci turba ma anche ci salva, che ci fa percepire il pericolo e, allo stesso tempo, ci dà la forza per prendere ciò che desideriamo.

"Il male non è la paura, ma le situazioni che la generano. E parlarne, giocarci, metterla in scena come ha fatto Mittelfest, è la cura", ha sottolineato il presidente Toni Capuozzo durante la conferenza stampa di chiusura che si è svolta al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.

Il festival più che mai si è riappropriato della sua dimensione di rito collettivo, di esperienza unica e irripetibile grazie ad una condivisione profonda tra pubblico, luoghi, esperienze, musica e arte dal vivo. Prima fra tutti, Una traviata da cortile, di e con Alessandro Baricco, che ha riempito l’azienda vinicola Annalisa Zorzettig e che ha trasformato il capolavoro di Verdi in una vera festa popolare: la narrazione, la musica e il canto si sono fusi perfettamente con il luogo, con i brindisi, con la luce del tramonto e l’aria estiva, mentre gli spettatori sono diventati protagonisti di un tutto.

“Una Traviata da cortile di Alessandro Baricco ha portato a compimento l’idea di festival che ho inseguito in questi anni – sottolinea Pedini - uno spettacolo in un luogo ad hoc, fuori dai teatri, colto e popolare, che sapesse tenere insieme tutti dentro la logica della festa come scoperta e tempo rituale. Vedere spettatori dirmi di riconoscersi nello spirito originario di Mittelfest è stato il momento più importante. In fondo avevo iniziato così nel 2021, quando abbiamo riportato gli itineranti dopo lungo tempo con Remote Cividale del Friuli dei Rimini Protokoll. Al contempo è stato importante ritrovare gli spettatori anche in sala di fronte a testi e storie difficili, quali Bébi, Lo strano caso del dottor Jeckyll e Hyde, Una madre coraggio. Il tema “paura” era sfidante, se ne è discusso, e penso questo sia, oltre il lavoro sulla struttura e sulle forme dello spettacolo dal vivo fatto per rafforzare Mittelfest, il senso alto del mio lavoro: cercare di proporre la cultura come spazio immaginativo e dimensione di incontro e confronto”.

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