A Ovaro il passato riemerge dalle miniere e il carbone diventa un’opera d’arte

La vita mineraria ha ispirato l’illustratore e scultore Emanuele Bertossi. Ha lavorato nel borgo di Cludinicco. «Mi sono fatto inghiottire dalla montagna»

Alessandra Beltrame
L’illustratore e scultore Emanuele Bertossi mentre esplora la miniera di Cludinico
L’illustratore e scultore Emanuele Bertossi mentre esplora la miniera di Cludinico

Il carbone come materia d’arte. La vita mineraria come ispirazione per catturare lo spirito del luogo. Emanuele Bertossi, illustratore e scultore, è stato scelto come artista in residenza per il progetto Davâr storie tracce materia del Comune di Ovaro finanziato dal Bando Borghi del Pnrr per interpretare e raccontare con forme nuove Cludinico, un paese che oggi ha poche decine di abitanti (32) ma che un tempo era il capoluogo di una fiorente industria mineraria che impiegava migliaia di persone. Bertossi lo ha scoperto quando nel 2024 gli è stata commissionata un’installazione per la mostra “La conoscenza dei nostri monti” allestita nel Castello di Udine (oggi l’opera è esposta nella sede della Società Alpina Friulana). L’artista scelse di raccogliere testimonianze dai luoghi più significativi del Friuli Venezia Giulia, per esempio la cima del Coglians, il Pal Piccolo, il Vajont e appunto Cludinico. «Ho preso un pezzo di carbone a significare la generosità della montagna, questo suo concedersi fin nelle viscere».

Emanuele Bertossi, scultore e illustratore
Emanuele Bertossi, scultore e illustratore

Bertossi è un montanaro d’adozione (nato a Trivignano Udinese, vive in Val Colvera). «Imboccavo in auto la Val Degano per andare ad arrampicare sulle Alpi Carniche e mi incuriosiva il cartello che indica il sito storico della miniera di Cludinico ma non c’ero mai stato». Si è trasferito per una settimana, ospitato nella ex canonica che è stata recuperata grazie ai fondi Pnrr per farne un centro didattico e una foresteria. Il primo a entrarci. «Ho chiesto agli abitanti di accogliermi, una forma di rispetto e un modo per cominciare a conoscerli». In paese da tempo non c’è più nemmeno un bar, e il capoluogo Ovaro è giù in valle, distante chilometri. «Per prima cosa ho visitato la miniera, per capire com’era immergersi nel sottosuolo per metri e metri, respirare l’aria che si respira là dentro, strizzare gli occhi per vedere al buio, farmi inghiottire dalla montagna e riemergere con occhi nuovi».

Le residenze d’artista proposte dal Bando Borghi di Ovaro si pongono l’obiettivo di portare l’arte a dialogare con i luoghi e le persone che li vivono per ricavarne nuove letture. «La sfida è anche quella di adottare più sguardi e discipline« osserva Marta Tasso, curatrice, «l’esperienza artistica di Bertossi dialogherà con le ricerche su Cludinico condotte da Marta Pascolini, antropologa culturale e Vanessa Deotto, social designer». L’esplorazione del territorio comincia dai sentieri dei minatori (anche quelli riportati alla luce dal progetto) e dalle testimonianze custodite nei ricordi e nelle case: le lampade al carburo, le casse di dinamite trasformate in armadietti, i cjaldirs di rame per prendere l’acqua alla fontana, gli scarponi con la suola di legno. In parte si trovano nel museo del paese, ma ce ne sono altri che sono riemersi nel lavoro svolto dalle ricercatrici. Di recente, durante i lavori per la creazione dell’area per la mobilità sostenibile adiacente alla statale e collegata alla pista ciclabile (creata sul sedime dell’ex ferrovia che serviva il sito minerario) è stato individuato un altro ingresso alla miniera che era sepolto da decenni.

In Carnia Bertossi aveva lavorato all’allestimento del Museo della segheria veneziana di Aplis di Ovaro poi con Leonardo Zanier per illustrare il racconto Linia dreta: storiuta cjargnela par durmî pubblicato nel 2006, un piccolo capolavoro del poeta di Maranzanis che a vent’anni di distanza andrebbe riscoperto. Bertossi è conosciuto per le sue collaborazioni internazionali nel campo dell’illustrazione per ragazzi, una carriera cominciata con il Premio nazionale per la fiaba illustrata di Bordano, presieduto dal critico Livio Sossi. Il suo libro Neveade è diventato uno spettacolo del Teatri Stabil Furlan con Marta Bevilacqua e Massimo Somaglino e sarà rappresentato oggi, sabato 14 a Ovaro, alle 16, al Centro di aggregazione giovanile. Domani, domenica, Bertossi concluderà la residenza e presenterà alla comunità (alle 17) il suo lavoro su Cludinico

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