Udine, Licia Colò trasforma il Giovanni da Udine nell'Eden live: «Impossibile separare la cura dell'uomo da quella dell'ambiente

La celebre conduttrice televisiva e scrittrice chiude stasera alle 21:00 la 13ª edizione della "Notte dei Lettori" con una versione speciale del suo format televisivo. Sul palco con lei Valerio Rossi Albertini, Roberto Giacobbo e Michele Dotti. Il focus sulle rinnovabili e il modello Lofoten

Fabiana Dallavalle

È uno dei volti della divulgazione più amato della tivù non solo per il garbo con cui racconta e spiega le bellezze del nostro pianeta ma per la competenza e quel pizzico di audacia con cui affronta sempre nuove avventure. Licia Colò è protagonista della serata conclusiva della tredicesima edizione de La Notte dei Lettori, organizzata dal Comune di Udine co la direzione artistica di Martina Delpiccolo.

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, alle 21, sarà trasformato in uno spazio di riflessione intorno al tema della cura dell’ambiente. «Sono molto felice di ritornare a Udine» racconta Licia Colò, autrice televisiva e scrittrice di rientro dalla Norvegia. Della vostra città conservo un ricordo bellissimo di un incontro avvenuto proprio in teatro, con tante persone appassionate ad ascoltare. Saremo in scena con una speciale versione live udinese di “Eden – Un pianeta da salvare”, in realtà quello che faccio ormai da tutta una vita è parlare di cura, tema del festival. È impossibile separare la cura degli esseri umani, dalla cura dell’ambiente. È una cosa che dovrebbe essere scontata, in realtà non lo è, in forma assoluta. Parleremo dei passi avanti della scienza finalizzati a trasmettere un messaggio. Non possiamo guardare al passato ma il prima ci deve servire a non ripetere gli stessi errori».

Per l’experience che lei ha con il suo programma ci sono ancora delle zone del mondo in cui si rispetta l’ambiente?

«Secondo me si. Siamo miliardi di persone, abbiamo invaso tutti i territori della fauna selvatica e tornare indietro è molto difficile. Ma ci sono cambi di mentalità ultimamente, legati anche all’economia che possono fare bene all’ambiente. Ad esempio raccontare delle realtà dove è esploso un turismo legato alla bellezza della natura potrebbe far riflettere le persone. Sono appena tornata dalle Lofoten ed è interessantissimo vedere come queste isole anche molto povere che hanno vissuto sempre esclusivamente di pesca, da tanti anni siano diventate una meta molto molto amata da un turismo internazionale. Prendiamo le Maldive, una natura bellissima e l’invasa del turismo con la conseguenza del grande inquinamento del mare, alle Lofoten stanno facendo una cosa molto interessante, non ci sono realtà disarmoniche. Hanno recuperato le antiche case dei pescatori e le hanno trasformate in lodge per i turisti. Recuperare e trasformare, vivere della ricchezza della natura, capire che è un valore aggiunto. Noi abbiamo consumato talmente tanto che forse solo adesso ci stiamo accorgendo del valore della natura».

In questi giorni si parla di tornare al nucleare per essere indipendenti energeticamente ma dovremmo acquistare comunque l’uranio sui mercati internationalen. Gli scienziati e i climatologi spingono invece sulle rinnovabili.

«L’estate scorsa ci fu il blackout a Barcellona. Dissero che le rinnovabili non funzionano. Una grande stupidaggine. La realtà era che l’energia rinnovabile prodotta, ha bisogno di accumulatori, sui quali non c’erano stati investimenti adeguati. Noi siamo il Paese del sole, del mare, del vento. Con il nucleare c’è il problema delle scorie. Dove le metti? Investire oggi con una tecnologia nucleare che tra 15 anni sarà vecchia invece di investire in sistemi che possano gestire l’energia prodotta dalle rinnovabili…perché non affrontiamo questi temi con la popolazione facendo parlare dei tecnici competenti?».

Parliamo dei pannelli fotovoltaici a terra con il conseguente consumo suolo. Non sarebbe meglio metterli prima in alto sui tetti delle case e dei capannoni?

«Noi dovremmo lavorare per cercare l’equilibrio. Si parla pochissimo di agrivoltaico, almeno in Italia. Ci sono produzioni con piante che crescono sulla terra con il fotovoltaico che crea ombra sulle culture e con il caldo di notte si forma anche la condensa. Si risparmia perfino nell’irrigazione. La scienza fa passi avanti incredibili, va ascoltata.

Sotto la guida della conduttrice si alterneranno sul palco il fisico nucleare Valerio Rossi Albertini, lo scrittore Michele Dotti, il conduttore e autore televisivo Roberto Giacobbo e il documentarista e regista Alessandro Antonino. Prezioso anche il contributo in collegamento della filosofa Rosi Braidotti, con l’intervento Take Care. La musica dal vivo è a cura della The Rhythm and Blues Band.

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