Una mostra in sei tappe e un concerto per riscoprire l’arte tessile in Friuli

Il percorso si sviluppa attraverso sei tappe, coinvolgendo altrettanti comuni del territorio: San Quirino, San Vito al Tagliamento, Pordenone, Maniago, Sauris e Udine, dove la mostra prende forma in spazi di grande valore culturale

Cristina Savi
Le danzatrici della compagnia Oriental fusion
Le danzatrici della compagnia Oriental fusion

C’è un filo che attraversa il tempo, capace di legare gesti antichi e visioni contemporanee, memoria e sperimentazione. È il filo della tessitura, protagonista di “L’Arlêf – Tessere un futuro”, progetto espositivo itinerante che trasforma la tradizione tessile del Friuli Venezia Giulia in un racconto vivo, accessibile e profondamente attuale. Promosso dall’associazione culturale Madame Rebiné, con sede a San Quirino, il progetto nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo arte contemporanea, artigianato e sostenibilità, costruendo un ponte tra passato e futuro e rafforzando il legame fra patrimonio produttivo e ricerca creativa grazie anche al sostegno regionale dedicato alle iniziative culturali.

Il percorso si sviluppa attraverso sei tappe, coinvolgendo altrettanti comuni del territorio: San Quirino, San Vito al Tagliamento, Pordenone, Maniago, Sauris e Udine. Qui la mostra prende forma in spazi di grande valore culturale: dal Centro dei Magredi Livio Poldini all’Ex Essiccatoio Bozzoli sanvitese, dai Mercati Culturali di Pordenone alla Galleria Gina Morandini di Maniago, fino al Museo Etnografico di Sauris e alla Casa della Confraternita dei Civici Musei di Udine, trasformando ogni sede in un laboratorio di idee e sperimentazione.

Il calendario accompagnerà il pubblico dalla primavera all’autunno: la prima esposizione è in programma da venerdì 10 fino al 19 aprile a San Quirino; si prosegue dal 15 al 24 maggio a San Vito al Tagliamento e dal 29 al 31 maggio a Pordenone; giugno vede protagonista Maniago dal 5 al 7, mentre l’estate si apre a Sauris dal 25 luglio al 23 agosto, per concludersi a Udine dal 10 al 20 settembre.

Ogni tappa è a ingresso gratuito e propone un’esperienza immersiva fra opere tessili ecosostenibili, installazioni multimediali, reinterpretazioni di abiti tradizionali e performance artistiche, con un allestimento pensato per coinvolgere pubblici diversi.

L’inaugurazione, venerdì prossimo, alle 19.15, a San Quirino, dà subito il tono del progetto con l‘evento intitolato “Passato e presente in movimento”, spettacolo che intreccia musica classica ed elettronica e danza contemporanea, con il violoncello di Laura Bisceglia, il duo Trust the Musk e la compagnia Oriental Fusion.

Un momento simbolico che racconta la filosofia dell’intero percorso: contaminazione, ricerca e apertura, capace di restituire al pubblico una narrazione emozionale oltre che estetica.

Cuore dell’iniziativa è il dialogo tra tradizione e innovazione, declinato attraverso tre direttrici fondamentali: sostenibilità ambientale, valorizzazione del lavoro artigianale e sperimentazione artistica.

Il pubblico potrà conoscere da vicino le fasi di lavorazione dei tessuti e le realtà produttive locali, come Arteviva di Liliana Di Giusto a Udine, la Tessitura di Sauris di Peter Cristian e Carnica Arte Tessile di Villa Santina, esempi virtuosi di un sapere che resiste al tempo e alle logiche del fast fashion, offrendo un’alternativa consapevole e radicata nel territorio.

Non mancano elementi di forte coinvolgimento: esperienze tattili accessibili anche a persone con disabilità visiva, un arazzo collettivo in continua evoluzione e incontri con artisti e artigiani, oltre a visite agli atelier per entrare direttamente nei luoghi della produzione.

“L’Arlêf”, che in friulano significa “l’allievo”, diventa così metafora di un apprendimento continuo, un invito a riscoprire il valore del fare e del tramandare, tessendo insieme comunità, creatività e futuro.

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