Le Giornate del muto il miglior festival del settore E il Verdi è la sala ideale

Cristina Savi



Che le Giornate del cinema muto siano una delle eccellenze culturali della regione e, fra i tanti festival, quello che più di ogni altro può definirsi internazionale è risaputo: ne offre oggi una nuova conferma un successo maturato in questi giorni, il sondaggio riservato alla grande comunità internazionale degli studiosi e degli appassionati di cinema muto lanciato da “Silent London”, seguitissimo blog della giornalista inglese Pamela Hutchinson (collaboratrice di testate quali The Guardian e Sight and Sound). La 40.edizione delle Giornate del Cinema Muto è risultata il miglior festival di cinema muto dell’anno, tornato in presenza nell’ottobre 2021, nel Teatro Verdi di Pordenone, a sua volta vincitore del titolo di migliore sala fra tutte quelle che hanno ospitato eventi di cinema muto.

Silent London precisa che i voti ricevuti dalle Giornate sono stati “una valanga”, così come l’evento speciale che ha chiuso il festival, “Casanova” (1927) di Alexandre Volkoff restaurato dalla Cinémathèque française e presentato con la nuova partitura di Günter Buchwald eseguita dall’Orchestra San Marco di Pordenone, giudicato il migliore spettacolo dal vivo. Una produzione che presto potrà essere vista anche da chi non ha potuto seguire l’evento dal vivo: ne uuscirà infatti in una versione su Dvd e Blu-ray realizzata dalle Giornate del Cinema Muto e la Cinémathèque française con Lobster Films.

Il sondaggio ha attribuito altri riconoscimenti: al direttore Jay Weissberg, che ha ottenuto una menzione d’onore come “eroe del cinema muto”, categoria nella quale sono stati votati anche i musicisti delle Giornate, con una segnalazione particolare per il percussionista tedesco Frank Bockius. Apprezzamenti anche per il fotografo del festival Valerio Greco, alla retrospettiva che le Giornate hanno dedicato alla produttrice e star austriaca Ellen Richter, giudicata la scoperta per eccellenza del 2021 e al film “Jokeren” (1928) il migliore restauro dell’anno, ad opera di Det Danske Filminstitut, l’archivio nazionale danese.

Infine, nella categoria della migliore didascalia da un film muto, ha ottenuto il maggior numero di segnalazioni “Miss Lulu Bett”, presentato all’interno della rassegna dedicata alle sceneggiatrici americane, segnalate inoltre anche le didascalie da altri film visti a Pordenone, come “Fool’s Paradise” di Cecil B. DeMille, “Moral”, della rassegna Ellen Richter, e “Phil-for-Short”, della rassegna Nasty Women. —

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