La cella di fronte, Kento porta sul palco il carcere minorile
Lo spettacolo del rapper, scrittore e formatore intitolato “La cella di fronte” andrà in scena al Capitol di Pordenone venerdì 22 maggio

Intreccia musica, teatro e testimonianza diretta per raccontare senza filtri la realtà del carcere minorile lo spettacolo di Kento La cella di fronte in programma al Capitol di Pordenone venerdì 22 maggio. L’appuntamento, promosso dall’associazione culturale Thesis nell’ambito delle attività di Dedica Festival insieme al Capitol, riporta a Pordenone una delle voci più autorevoli dell’hip hop italiano impegnato, già ospite dell’ultima edizione del festival Dedica insieme a don Gino Rigoldi, storico cappellano dell’istituto penale minorile Beccaria di Milano.
Con La cella di fronte Kento costruisce un racconto intenso e contemporaneo nato da oltre dieci anni di laboratori di scrittura e musica realizzati all’interno di scuole, comunità e istituti penitenziari minorili italiani. Sul palco le storie raccolte negli anni diventano materia viva: frammenti di esistenze sospese, errori, speranze, rabbia e possibilità di cambiamento si trasformano in un’esperienza condivisa che coinvolge il pubblico in modo diretto, senza retorica e senza giudizi preconfezionati.
Lo spettacolo alterna musica dal vivo, narrazione e teatro, dando forma a un linguaggio capace di parlare a pubblici diversi senza perdere profondità. Non è una semplice rappresentazione del carcere, ma un attraversamento reale di un mondo spesso percepito come distante e invece vicino alla società di tutti i giorni.
Attraverso il ritmo dell’hip hop e la forza della parola, Kento porta in scena le contraddizioni del sistema penitenziario minorile e pone domande urgenti sul senso della pena, sulla responsabilità individuale e sulla possibilità concreta di riscatto.
Francesco Kento Carlo, nato a Reggio Calabria, è rapper, scrittore e formatore. Da anni affianca all’attività musicale un intenso lavoro educativo e culturale in contesti di marginalità. È autore di libri dedicati al rap e all’esperienza nelle carceri minorili e ha collaborato con numerose realtà culturali, università e testate nazionali. Negli ultimi anni ha affiancato alla musica anche il teatro e il cinema, consolidando un percorso artistico che unisce ricerca sociale e linguaggi contemporanei.
La cella di fronte non cerca risposte facili, ma invita il pubblico a guardare oltre stereotipi e pregiudizi, aprendo uno spazio di ascolto e confronto.
Un viaggio emotivo e civile che scuote, fa riflettere e non lascia indifferenti.
L’iniziativa conferma inoltre l’attenzione che l’associazione culturale Thesis dedica da anni ai temi dell’inclusione, della cultura come strumento di crescita e del dialogo con le nuove generazioni. In collaborazione con il Capitol, il progetto porta a Pordenone artisti e testimonianze capaci di creare partecipazione e confronto attorno ai temi più urgenti del presente.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








