Udin&Jazz, parlare di musica bevendo un aperitivo
Durante il festival sono ben quattro gli incontri di approfondimento con artisti, giornalisti e addetti ai lavori

Sono iniziati insieme all’esordio del Festival Udin&Jazz gli Aperitivi Jazz, con un incontro che ha visto alcuni musicisti protagonisti di un intenso dialogo su Il Jazz Incontra altre Musiche.
Ricco il parterre di ragazzi tra i 17 e i 19 anni – volontari che collaborano in tutte le fasi del Festival e che gli operatori di Udin&Jazz hanno formato nelle scuole durante l’anno con il progetto Jazz Session. I giovani collaboratori nel corso degli aperitivi si occupano di produrre articoli, podcast, servizi anche per Radio Cactus, l’emittente gestita proprio dagli studenti, e partecipano come parte attiva ai dialoghi. Un modo per sensibilizzare allo spirito critico e trasmettere esperienza alle nuove generazioni.
Nel primo incontro, Lorena Favot (cantante), Rudy Fantin (tastierista e arrangiatore) e Valter Sivilotti (direttore d'orchestra) hanno dialogato con il giornalista Andrea Ioime, in alternanza con i ragazzi, di contaminazioni tra generi. Favot e Fantini infatti hanno dedicato alla figura di Joni Mitchell una loro rivisitazione con il progetto Joni …beyond blue (che ha fatto emozionare un vasto pubblico al Parco Moretti); Sivilotti, invece, condurrà l’orchestra dell’Accademia Musicale Naonis al fianco del pop britannico Jacob Collier, atteso a Lignano Sabbiadoro martedì 14 luglio.
Il dialogo ha fornito uno spaccato di intersezioni fra cantautorato, rock, folk, pop, musica classica e – naturalmente - jazz. Si è ragionato su come definire il “Jazz” (e ognuno ha dato una sua visione diversa dalle altre); sulle visioni diverse che della musica hanno i musicisti e i fruitori; su quanto il legame con il passato della musica sia importante per accogliere i nuovi linguaggi; sulle suggestioni dei colori per esprimere il carattere e le emozioni della musica (e anche qui le risposte sono state le più differenti: chi al colore da associare all’espressione musicale ha sostituito la parola “curiosità”, chi ha richiamato il viola come “superamento del blue” chi infine ha parlato di un prisma mutevole).
Per arrivare a un lungo excursus sul ruolo dell'intelligenza artificiale come “granello che rompe l’ingranaggio” dell’evoluzione della musica. Spiega Fantin: "se in una pinacoteca sono le stesse immagini dei quadri a far fermare il visitatore, nella musica è l'empatia quella che incanta l'ascoltatore". Ma un algoritmo è in grado di entrare in sintonia con le emozioni umane?
Appuntamento a lunedì 13 luglio, alle 12, presso l’infopoint di Udin&Jazz (Ex Combattenti, Piazza XX Settembre) con Juri Dal Dan e Gaspare Pasini di Zerorchestra: si parlerà di “Jazz e cinema: musica e immagini in dialogo”, in attesa del cineconcerto serale dedicato proprio a “The General” di Buster Keaton, accompagnato dal vivo dalla Zerorchestra (alle 21.30, Giardino Loris Fortuna). A moderare di nuovo Andrea Ioime e Max de Tomassi, giornalista di Rai Radio 1, l’emittente nazionale che da anni segue il Festival molto da vicino.
Gli aperitivi sono un’occasione di riflessione e di aggiornamento, complementari all’attività concertistica del Festival, perché si possano approfondire diversi aspetti della musica, della sua fruizione, delle sue influenze sul vivere sociale. Per capire assieme quanto condividere esperienze culturali sia oggi sempre più un modo per guardare nel profondo delle cose e “restare umani”, come recita il claim di Udin&Jazz.
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