Fake news festival: via alle anteprime con l’enigma delle Idi di marzo

A Campoformido ospite Orazio Licandro. Poi gli incontri con Capuozzo e Cruciata

Dopo il successo della prima edizione, organizzata nel 2018 dall’associazione Elsa Udine, e dopo la sospensione forzata dovuta all’emergenza Covid, il Fake News Festival riparte con tre eventi di anteprima in altrettanti comuni della regione: a Campoformido, a Gorizia e a Pordenone.

In attesa del festival che si terrà a Udine dal 14 al 19 novembre, ecco tre eventi che offriranno un assaggio della seconda edizione organizzata dall’Associazione Prisma con il sostegno di Region, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con il patrocinio del Comune di Udine e dell’Università degli studi di Udine.

Il primo appuntamento è per sabato 7 ottobre con “Giulio Cesare o Napoleone: chi è stata la prima vittima di una fake news? ”. Alle 17, nella sala della Canonica di Campoformido, si terrà la presentazione del libro “Cesare deve morire.

L’enigma delle Idi di marzo” di Orazio Licandro che dialogherà con il giornalista Oscar d’Agostino del Messaggero veneto.

Professore ordinario all’Università di Catania con diversi insegnamenti in discipline antichistiche, e docente di Epigrafia e papirologia giuridica all’Università Sapienza di Roma, Licandro ricostruisce le vicende che condussero all’omicidio politico più noto dell’antichità. Un evento storico che ha studiato e appassionato lo stesso Napoleone Bonaparte, altra illustre vittima di false verità storiche.

Grazie al ritrovamento dei fasti di Privernum l’autore avanza dunque una diversa interpretazione di uno dei più grandi enigmi dell’antichità. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Amici del Luogo della Firma del Trattato di Campoformido e rientra nel cartellone della manifestazione culturale “Un giorno con Napoleone” (dalle 9 visite guidate, incontri, spettacolo di fuoco, la rievocazione della Firma del Trattato e un concerto).

“Al “confine” tra verità e fake news” è il titolo del secondo appuntamento che si terrà domenica 22 a Gorizia, luogo di incontro tra culture e mondi diversi e confinanti, Italia e Slovenia. Spesso la storia cammina sul confine che separa verità e falsi miti e a volte la linea è così sottile che i falsi storici diventano verità e le verità falsi storici.

All’argomento porteranno il loro contributo Toni Capuozzo, autore di numerosi libri e testimone per trent’anni di conflitti in ogni parte del mondo; Christian Seu, giornalista del Messaggero Veneto di Udine e consigliere regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia; Vanni Feresin, archivista professionista, storico, paleografoi; Antonella Gallarotti, bibliotecaria alla Biblioteca statale isontina di Gorizia e responsabile dell’Ufficio manoscritti oltre che del Fondo Carlo Michelstaedter. Modererà Roberto Covaz, vicecaporedattore de Il Piccolo. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione culturale Leali delle Notizie Aps

Terzo e ultimo appuntamento a Pordenone con “E tu sai riconoscere una fake news? ”. Secondo l’ultimo Rapporto Ital Communications-Censis, per 3 italiani su 4 è sempre più difficile riconoscere una notizia falsa.

Tra link, tweet, bot e tg orientarsi, in effetti, non è facile. Gabriele Cruciata, giornalista e podcaster italiano classe 1994 specializzato in reportage, inchiesta e Slow Journalism, presentato da Antonio Bacci, giornalista capo della redazione di Pordenone del Messaggero Veneto, proporrà un workshop collettivo per imparare a difendersi dalle bufale.

Appuntamento lunedì 6 novembre alle 18.30 nell’auditorium della Casa dello studente Antonio Zanussi a Pordenone.

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