Donne sulle punte, fra amore e istinto: Maillot riscrive Romeo e Giulietta

Mercoledì 25 febbraio lo spettacolo al teatro Giovanni da Udine: un’esibizione che esalta istinti e sentimenti

Elisabetta Ceron
Una scena di Giulietta e Romeo in programma al Giovanni da Udine (foto Alice Blangero)
Una scena di Giulietta e Romeo in programma al Giovanni da Udine (foto Alice Blangero)

Torna sul palco del Giovanni da Udine, a distanza di quasi tre decadi, Romeo e Giulietta del coreografo Jean-Christophe Maillot, caposaldo della sua compagnia, Les Ballets de Monte-Carlo, che ha inaugurato la prima stagione del teatro udinese nel 1997. E se allora si trattava di una prima nazionale per la rivisitazione del titolo da parte di uno degli autori più influenti della danza francese, oggi quella stessa versione, con la compagnia internazionale di altissimo livello per cui era stata creata, torna alla ribalta, mercoledì 25 febbraio, alle 20.30, nell’ambito della stagione danza firmata da Fiorenza Cedolins.

Voluti nel 1985 dalla Principessa Carolina di Monaco che a Maillot li ha consegnati nel ’93, i Balletti di Monte-Carlo vantano sin dagli esordi la presenza di artisti italiani in organico; nella tournée che approda al Nuovo, sarà Jacopo Bellussi a interpretare la parte di Romeo con altri pregevoli connazionali nei ruoli comprimari, Simone Tribuna, Michele Esposito, Alessio Scognamiglio.

Ispirato dalla personalità forte dei suoi artisti, Maillot ha alle spalle un corpus di 80 creazioni, di cui 40 realizzate a Monaco, e molte riscritture fiabesche di successo.

«Come danzatore, cercavo il desiderio di bruciare, di provare emozioni, il piacere di fare, ma anche quello di rivelare cose attraverso la danza, ed è questo che mi spinge ora quando coreografo», ha dichiarato Maillot in un’intervista a Le Figaro.

Tutto ciò si riflette nel suo Romeo e Giulietta, per la forza dei sentimenti che attraverso il nitore gestuale e il carattere dei protagonisti affonda in una modernità mai consumata.

I costumi, di Jérome Kaplan, essenziali, senza essere filologicamente storici citano l’epoca in cui Shakespeare ambientò la tragedia; scene stilizzate, pannelli mobili di Pignon-Ernest, identificano l’attualità della narrazione d’impianto cinematografico e le luci, sofisticate, di Dominique Drillot, sottolineano una visione più fisica dell’amore che pone Giulietta (a Udine sarà Romina Contreras) al centro della sua visione: donna compiuta e decisa, non immolata eroina di circostanze avverse.

E se Romeo è l’innamorato, Frate Lorenzo è personaggio fulcro, dal tratto ambiguo, che richiama gli avvenimenti in forma di flashback. Senza alienare la storia dal suo contesto sociale, politico e geografico, le chiavi di lettura poste dal coreografo portano in scena una storia di donne: dalla protagonista alla sua balia, legate da complicità e confidenza, alla madre Madonna Capuleti, che vive nella conflittualità del rapporto contrastato con la figlia la propria femminilità e un ruolo monogenitoriale.

Alcune soluzioni, originali, risolvono cineticamente i momenti salienti della drammaturgia: lo scontro tra Tebaldo e Mercuzio o tra Romeo e Tebaldo la cui morte arriva al rallentatore; i duellanti sono senza spade e si affrontano in un corpo a corpo diretto; la passione amorosa dei protagonisti attraverso il contatto della mano sul volto attiva i sensi. La scenografia di un piano inclinato è metafora delle avversità con cui l’amore si confronta e i pannelli mobili sembrano pagine di un libro.

La danza concepita da Maillot è fatta di arresti ed esplosioni improvvisi, esalta istinti e sentimenti grazie a un ricco linguaggio privato di ingredienti pantomimici che del “neoclassico-contemporaneo” ha fatto un punto di forza. Mercoledì 25 febbraio, alle 18, il critico di danza Maria Luisa Buzzi presenta lo spettacolo.

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