Dodi Battaglia accende i fari sulle “perle” della storia dei Pooh

Il chitarrista bolognese sarà a Lignano, giovedì 27 giugno, per presentare l’ultimo dvd che è anche libro. Ha rispolverato brani come “Orient Express”, “Oceano” e “Aria di mezzanotte”

LIGNANO. Nascoste tra sfaccettature e anime musicali della sua carriera artistica (sia personale sia in cinque decadi coi Pooh), Dodi Battaglia ha sempre avuto nei cassetti del cuore autentiche “perle”: canzoni meno famose di altre, ma ricche di contenuti e significati.

Giovedì 27, a Lignano (alle 18.30, al PalaPineta di Lungomare Kechler, ingresso libero), il chitarrista e cantante bolognese narrerà di brani che meritavano un faro acceso e firmerà copie del recentissimo dvd live “Perle” e del doppio album omonimo, che è anche un libro. L’evento rientra nella rassegna letteraria Incontri con l’autore e con il vino, che al termine prevede una degustazione.

The day after la fine della collaborazione con Facchinetti-Canzian-Fogli, Dodi Battaglia appare più indaffarato di prima, tra concerti, produzioni discografiche, scritture di brani, collaborazioni ed eventi, non ultimo quel Dodi Day, memorabile festa di compleanno in musica. Dove trova tutta questa energia?

«Ognuno dei Pooh curava una parte manageriale del lavoro. Adesso che ho il 100% dei fari accesi su di me e devo utilizzare il termine “io” anziché “noi”, cerco di applicare le tecniche che ho appreso. L’esperienza coi miei ex colleghi mi ha insegnato moltissimo e la responsabilità diretta, affinata col tempo, mi ha obbligato ad alzare l'asticella».

Come descriverebbe le sue “Perle”?

«Sono canzoni della storia musicale dei Pooh che nei concerti della band non hanno mai avuto spazio. Strette tra decine di grandi successi, sono rimaste nascoste per tanti anni, anche se il popolo dei fan le chiedeva a ogni concerto, con sempre maggior insistenza. Allora ho pensato a un progetto dedicato solamente a esse e ho allestito un tour nei teatri d’Italia, partito nell’ottobre scorso e cresciuto via via, con date nelle principali città e concerti quasi sempre sold out».

Poi si è avvertita l’esigenza di un documento, di una testimonianza?

«Sì, e Marco Rossi, il mio discografico, ha saputo realizzare e pubblicare un progetto che ha un packaging straordinario: un libro cartonato di sessanta pagine, con tante foto e due cd di canzoni».

Qualche titolo?

«Ho rispolverato brani come Orient Express, Oceano, Aria di mezzanotte, Cara bellissima, Come si fa, È bello riaverti, E vorrei, Inutili memorie.. ed altre “perle” del calibro di Linda, Cercami, Vienna e Classe 58».

Un percorso musicale che copre così diversi generi: pop, progressive, pop sinfonico, ballad...

«Il doppio album contiene anche una “Perla tra le perle”: il brano inedito “Un’anima”, realizzato in studio su un testo lasciato dall’amico Giorgio Faletti».

Una vera chicca che avrebbe certamente meritato il festival di Sanremo. Lei è praticamente l’unico ex-Pooh a non aver frequentato l’Ariston. Viene spontaneo chiederle: “Come mai?”

«Con la direzione artistica ci siamo annusati come i cagnolini al parco e probabilmente abbiamo capito che se le nostre strade avessero continuato a seguire itinerari diversi sarebbe stato meglio, ma avrei portato volentieri quella canzone su quel palco».

Dopo 50 anni di major adesso è Azzurramusic di Marco Rossi a prendersi cura di lei...

«E lo fa con attenzione. In Marco ho trovato un partner corretto, elegante, signorile, attendibile. È una persona che offre sempre delle risposte e mette in condizioni di lavorare bene».

C'è una collaborazione che ancora le manca?

«Beh... se Paul McCartney avesse del tempo libero! (ride, ndr)». —
 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto