Dal Balducci un invito a schierarsi: Mattarella premia il convegno di Pozzuolo

Il riconoscimento a The right to have Rights. L’evento a Pozzuolo affronta la crisi dei diritti umani, la pace e le disuguaglianze attraverso dibattiti e mostre

Giacomina Pellizzari
Migranti a Ceuta
Migranti a Ceuta

Il diritto di avere diritti “The right to have Rights” non è solo la celebre frase di Hannah Arendt è anche il titolo del tradizionale convegno del centro Balducci riconosciuto, quest’anno, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha conferito all’appuntamento la medaglia per esprimere il proprio personale apprezzamento e la propria adesione ideale a iniziative di particolare rilievo culturale, scientifico, artistico, sportivo o sociale.

«La medaglia del Presidente della Repubblica ci emoziona e ci responsabilizza – sottolinea il presidente, Paolo Iannaccone –. La accogliamo come un segno di attenzione verso una realtà che da oltre trent’anni continua a credere e a testimoniare che la cultura dei diritti, dell’accoglienza e della pace sia essenziale per la vita democratica. In un tempo nel quale tante persone rischiano di essere private dei propri diritti o rese invisibili, sentiamo ancora più forte la responsabilità di creare luoghi di incontro, ascolto e confronto. È il compito che ci siamo assunti e che questo riconoscimento ci incoraggia a proseguire».

Il riconoscimento arriva in un momento nel quale le domande poste dal Convegno – patrocinato dai Comuni di Udine e Pozzuolo del Friuli con il contributo della Regione – acquistano una particolare attualità. Che cosa accade quando i diritti smettono di essere patrimonio di tutti e diventano un privilegio per alcuni? Che cosa resta della democrazia quando la forza pretende di sostituirsi al diritto? Sono questi gli interrogativi posti dall’evento che mette al centro una convinzione semplice quanto decisiva: ogni persona ha diritto ad avere diritti.

Il filo conduttore scelto per questa edizione è proprio quello di “Get Up. Stand Up. Speak Up. - Alzati. Prendi posizione. Rompi il silenzio”. Un invito a non rimanere spettatori in un tempo segnato da guerre, riarmo, migrazioni, nuove esclusioni, disuguaglianze e tensioni democratiche, ci si vuole interrogare sul valore universale dei diritti e sulle responsabilità necessarie per renderli effettivi.

«Pace e diritti umani sono legatissimi, dalle macerie delle due guerre mondiali è nata la consapevolezza che pace non può essere separata dalla tutela della dignità umana. A maggior ragione, oggi, davanti alle guerre, genocidi, bombardamenti, al riarmo e alla minaccia nucleare che abbiamo qui, ad Aviano, comprendiamo come la pace e i diritti siano inseparabili» spiega Iannaccone, nell’introdurre la mostra itinerante “The Garden of the (In)visibles - Il Giardino degli (In)visibili”, che sarà inaugurata mercoledì 23, alle 18, nella sala della Biblioteca comunale “Tranquillo Marangoni” di Pozzuolo del Friuli. Resterà aperta fino al 4 ottobre, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Nata da una ricerca antropologica sulle migrazioni realizzata dall’Università degli studi di Trieste con l’Università Primorska del Litorale di Capodistria, la rassegna raccoglie gli oggetti abbandonati lungo le rotte migratorie tra Croazia, Slovenia e Italia, trasformandoli in tracce di percorsi e di vite.

Ma l’immigrazione è solo una parte del problema perché i diritti umani vanno garantiti a vari livelli anche nel nostro Paese. «La pace è la condizione attraverso la quale le persone possono vivere in dignità e sicurezza» continua Iannaccone, nel ribadire che la sicurezza «non è costruita solo attraverso le armi, bensì attraverso il diritto internazionale, la cooperazione, la prevenzione dei conflitti e la possibilità di una vita dignitosa all’interno di ogni singolo Paese».

La storia del centro Balducci e del suo indimenticabile fondatore Pierluigi Di Piazza è anche la storia dei diritti umani: «Questi trent’anni - continua Iannaccone - ci hanno insegnato che i diritti hanno bisogno di persone, comunità e istituzioni che li riconoscano e li rendano effettivi. Il riconoscimento formale dei diritti non è sufficiente, paradossalmente viviamo nella società dei diritti però tante volte non vengono riconosciuti».

Diversi gli esempi: «Pensiamo alla sanità, se non hai la possibilità per curarti, rivolgendoti al privato per sottoporti, a esempio, a una visita specialistica, devi rinunciare. Oppure hai la possibilità di chiedere asilo, ti metti in fila davanti alla Questura ma non ti viene data la possibilità di accedere a quel diritto. Ci sono queste discrasie».

Il Convegno le affronterà non solo nella serata inaugurale, giovedì 24, alle 20, attraverso la proiezione del video “Che cosa sono i diritti umani”, realizzato da Amnesty International, ma anche negli appuntamenti che si susseguiranno fino a gennaio 2027.

Il programma completo è disponibile sul sito centrobalducci.org.

 

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