Da Tik Tok ai tour a teatro: arriva a Udine il successo di Turbopaolo
Sbarca questa sera alla Cavallerizza il fenomeno social Paolo Sarmenghi. Con la stand up comedy “Il poliziotto del formaggio” racconta l’Italia e se stesso. A partire dalla passione per il gorgonzola: «Una grande invenzione dell’umanità»

Gli si addice il nome d’arte di Turbopaolo: la sua carriera da comico è filata via davvero veloce. Un successo da 0 a 100 in pochi secondi, come una supercar. In realtà Paolo Sarmenghi, novarese trentaseienne laureato in Giurisprudenza e appassionato di automobili, è un giurista e il mezzo milione di follower sui social lo ha messo in fila allestendo video da casa. Oggi può succedere, ecco. Vent’anni fa sfondare così era impensabile. Turbopaolo si è allargato pure con la stand up comedy: dal vivo, a volte, è pure meglio. E il suo ultimo show “Il poliziotto del formaggio” arriverà anche a Udine: oggi, alle 21 alla Cavallerizza, l’ex caserma Osoppo, prodotto da Vivo Concerti.
Riavvolgiamo la sua vita artistica fin dall’inizio del tutto: un big bang casalingo inaspettato, direi…
«Da TikTok. Ho sempre adorato gli sketch brevi tanto da individuare un angolo per me, imponendomi soprattutto di essere costante e creativo. Quando qualcosa funziona, la tentazione è ripeterla diecimila volte: ecco, meglio evitarlo. Perché il pubblico non è stupido, sa distinguere un contenuto valido da uno fatto tanto per fare».
Poi, però, il minuto e mezzo non le è più bastato.
«Esattamente. Mi piace ancora realizzare video flash, è decisamente una gabbia dorata, ma volevo dimostrare di saper fare anche altro. La domanda era: va bene la clip di un minuto, ma poi? E sono salito sul palco. Siamo al terzo tour e noto una maturazione nella scrittura, ora è più organica rispetto a quella schizofrenica degli inizi».
Perché proprio Turbopaolo? Lei è un tipo particolarmente veloce?
«Volevo mantenere il mio nome di battesimo, ma non mi piaceva l’idea di usarlo con il cognome. Siccome adoro le automobili, ho unito le due cose. È un soprannome scanzonato, che non si prende troppo sul serio. Come me, del resto. Certo, quando avrò cinquant’anni, forse, dovrò togliere il Turbo».
Potrebbe diventare Paoloibrido, visto come sta andando il mercato automobilistico.
«Ci avevo già pensato! Volevo fare un’evoluzione: Turbopaolo, poi Paoloplug-in e, infine, Paoloibrido, giustappunto. Ma ho lasciato perdere: stavo scivolando troppo su una battuta specifica per appassionati di quattroruote».
Almeno possiede una macchina sportiva?
«Macché, ho una familiare ibrida, ecco. Di turbo, praticamente, soltanto il nome».
Il nuovo spettacolo s’intitola “Il poliziotto del formaggio”. Curioso.
«Viene fuori dal mio precedente lavoro. L’insegna mi piaceva così tanto che l’ho riutilizzata. Tra l’altro ho scritto anche un libro per Rizzoli Lizard: ma sono due cose completamente diverse».
Che cosa racconta sul palcoscenico?
«È una narrazione autobiografica e ripercorro le esperienze vissute nell’ultimo anno, pure quello che è successo nel mondo, naturalmente attraverso il mio modo di guardare le cose. Una specie di carrellata nel tempo. Infatti la performance dura sei ore! Ci sono battute sulla politica attuale, ma cerco di partire dalle esperienze personali. L’Italia è un Paese naturalmente comico. Il problema per noi commedianti è riuscire a essere più divertenti della realtà. E non è affatto semplice».
Torniamo al formaggio. Qual è il suo preferito?
«Il gorgonzola, senza discussioni. In seconda battuta arriva il Brie. In generale adoro gli erborinati, che considero una delle grandi invenzioni dell’umanità, una scommessa vinta dall’uomo».
E il colesterolo che cosa ne pensa?
«Lo ignoro. Mia moglie continua a ricordarmelo, ma faccio finta di niente».
Lei è laureato in Giurisprudenza. Come si passa dal diritto alla comicità?
«Non sono avvocato, non ho mai fatto la pratica né l’esame. Ho bazzicato nel mondo dell’editoria giuridica e poi in un settore legato ai controlli sul formaggio, per l’appunto. In Italia, quando si parla di cibo, a volte bisogna conoscere più le leggi che la tecnologia alimentare».
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