Da Ippolito Nievo al medico Cristofoli: a San Vito la mostra sui 22 friulani che imbracciarono i fucili con Garibaldi

L'esposizione curata da Giorgio Coianiz nel cavedio del municipio ripercorre le storie dei garibaldini locali. Il focus sui settemila volontari del Fvg che parteciparono ai moti risorgimentali.

Giuseppe Mariuz

Nel cavedio del municipio di San Vito al Tagliamento è visitabile fino al 26 luglio e durante gli orari di apertura degli uffici la mostra “I 22 friulani con i Mille di Garibaldi” curata da Giorgio Coianiz. Tra i 22 garibaldini del Friuli veneto di allora è incluso Ippolito Nievo dato che la madre, Adele Manin, discendeva dai Colloredo di Mont’Albano, il cui castello ospitò a lungo il letterato negli anni dell’infanzia.

Tra le schede esposte assieme a materiali d’epoca compaiono garibaldini molto noti, come Enea Ellero, ventenne pordenonese che si distinse nella battaglia di Calatafimi e nella presa di Palermo guadagnandosi i gradi di sottotenente.

Fu poi a fianco di Garibaldi nella sfortunata impresa dell’Aspromonte nel 1862 e ancora nel 1866 nella battaglia di Bezzecca. Avvocato e di idee liberal progressiste, nella sua lunga vita si impegnò in campo economico, sociale e culturale, divenendo fra l’altro sindaco della sua città, presidente della Società operaia di mutuo soccorso ed editore. In tarda età, nel 1921 subì assieme ai figli Giuseppe (deputato socialista) e Luigi aggressioni dalle squadre fasciste.

La mostra sottolinea che gran parte dei partecipanti alla spedizione dei Mille professava idee politiche repubblicane (noto l’influsso di Mazzini), democratiche progressiste e anticlericali (presente in proposito anche la riproduzione di una lettera autografa di Garibaldi).

Come ha detto Angelo Battel nel presentare la mostra, la partecipazione di molti studenti di medicina e di farmacia tra i garibaldini attestava la volontà di curare il popolo con metodi sanitari scientifici sottraendoli a quanti si affidavano esclusivamente a preghiere e pratiche rivolte ai santi protettori per le varie malattie.

Tra questi giovani è dato risalto a un sanvitese a lungo dimenticato: Pietro Angelo Cristofoli. Nato nel 1841 e iscritto al primo anno di Medicina, partecipò all’impresa dei Mille arruolato nella Settima compagnia e in seguito seguì Garibaldi anche in altre campagne.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Bologna, in seguito esercitò la professione a Genova, dove si spense nel 1920. Non avendo figli, lasciò il suo patrimonio all’ospedale in cui aveva lavorato. In totale, furono circa settemila i friulani di varia estrazione sociale che parteciparono a moti antiaustriaci e antipapalini, dalle difese di Udine, Osoppo e Venezia del 1848 all’impresa dei Mille di Garibaldi e poi con lui sull’Aspromonte, alla Bezzecca e nella battaglia di Mentana del 1867. Altre figure della zona meritano attenzione. Fra queste, una donna: Margherita D’Orlando. Nata a Rivignano nel 1839, seguì alcune imprese di Garibaldi come infermiera. Nel 1862 fu lei a curare e fasciare in Aspromonte la ferita alla gamba dell’eroe. Nel 1866 seguì di nuovo il comandante sui campi del Trentino.

Tra coloro che persero la vita, va ricordato il tragico destino di Alessandro Montico, che abbandonò l’esercito savoiardo di cui faceva parte per seguire i volontari garibaldini in Aspromonte e, una volta catturato dalle truppe regolari, venne fucilato.

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