Cercando la giustizia: la ribellione di Niccolini in scena al teatro San Giorgio di Udine
Lo spettacolo in scena sabato 17 gennaio con replica domenica 18 gennaio. È un adattamento dal romanzo di Joseph Roth

Ribellione, con Roberto Anglisani, attore tra i protagonisti del teatro di narrazione, è in scena sabato 17 gennaio al teatro San Giorgio di Udine (sabato 17 gennaio) alle 21 e in replica domenica 18 gennaio, alle 17, per raccontare le vicissitudini di Andreas Pum, un uomo che crede ciecamente nello Stato e nella Giustizia, fedele a Dio e alla propria vita semplice, fino a quando un incontro inatteso lo distrugge.
Lo spettacolo è un adattamento dal romanzo di Joseph Roth con il testo e la regia di Francesco Niccolini che ci anticipa: «Quando lavori su un romanzo non puoi usare le stesse parole perché sono scritte, è letteratura. La prima cosa è decidere quali sono gli episodi che si salvano rispetto al mare magnum di un libro poi quello che si salva deve essere tradotto in una lingua diversa da quella della letteratura per cui devo cercare un’oralità. In questo caso specifico due sono state le questioni fondanti: la prima che forma dare. L’idea che mi è venuta è stata quella di trasformare la forma usata da Roth in una specie di forma-processo che è anche quello che il protagonista aspetta per tutto il romanzo ovvero parlare finalmente con un tribunale per avere giustizia. Sia lui che gli altri protagonisti è come se testimoniassero a questo tribunale, per cui si alternano con una serie di monologhi».
Manca dunque il narratore onnisciente mentre tutti i cinque personaggi (quattro uomini e una donna), narranti e testimonianti, sono interpretati da Anglisani che nella sua vita teatrale ha raccontato favole, miti e romanzi, rivolgendosi a spettatori di ogni età ed ora debutta a Teatro Contatto con una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia Giulia.
Il protagonista reduce di guerra scoprirà sulla propria pelle l’ingiustizia degli uomini e il silenzio del divino. Trasportato in carcere, Andreas sperimenta l’ingiustizia più profonda, il dubbio e la ribellione. Uscito dal carcere, spezzato e invecchiato, si avvia lentamente verso la morte. Nel finale immagina di trovarsi davanti a Dio, nelle vesti di un giudice.
Alla domanda «Che cosa opprime il tuo cuore?» risponde con una ribellione feroce, rifiutando la grazia e chiedendo l’inferno. Un urlo nato dall’ingiustizia, davanti a un Dio che forse concede la grazia anche a chi la rifiuta. La messa in scena come spesso accade ha sollevato alcune questioni delicatissime.
«C’era un personaggio di Roth che non funzionava e non ci sembrava all’altezza della situazione, aggiunge Niccolini, mi sono permesso di fare una forzatura e l’ho sostituito drasticamente un altro completamente diverso, che mi sembrava stesse meglio nella cifra voluta da Roth, quella di un mondo di sconfitti che si fanno la guerra tra loro. Questa ipotesi a Roberto è piaciuta, per cui siamo andati avanti con questo corposo intervento sul testo».
«In realtà i personaggi, con l’aggiunta che ha scritto Francesco, approfondisce ulteriormente Anglisani, lottano per sopravvivere. Hanno degli obiettivi personali da incastrare nei destini di tutti gli altri. Come se ognuno servisse a sanare la disperazione dell’altro. Attraverso il protagonista vediamo la tragedia del dopo guerra austroungarico dove l’esercito viene sconfitto e quindi c’è un disfacimento anche della società che un tempo aveva i suoi valori».
Una drammaturgia scritta per il teatro, purtroppo drammaticamente contemporanea. «Nel corso del lavoro è una delle questioni che è emersa con violenza. Purtroppo, questa storia, concludono regista e protagonista, è diventata attuale. È un ritratto dei fronti di guerra che viviamo e ci stanno dilaniando sempre di più. Il personaggio che esiste per tutta la narrazione, insieme ai cinque, sono le istituzioni, a cui e per cui spesso le persone, soprattutto i reduci, si rivolgono e combattono. Torna sulla scena il grande inganno della Prima Guerra Mondiale. Guerre giuste non ne esistono».
Accanto alla regia di Francesco Niccolini, le musiche di Dimitri Grechi Espinoza, l’assistente alla regia Adalgisa Vavassori, la drammaturgia dei gesti di Elisa Cuppini e l’acting coach di Rita Maffei.
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