Cao, Avoledo e Corona sono profeti in patria

PORDENONE. Chissà se c’è mai stato nella storia della città, o del territorio provinciale, un momento in cui ci si poteva vantare di un numero così elevato di scrittori importanti, come quelli presenti a Pordenonelegge quest’anno.
Chissà se c’è mai stato un momento in cui la scrittura di questa parte del Friuli ha avuto così tante voci in grado di raggiungere il resto del mondo. Sta di fatto che il rilievo che gli autori legati al territorio presenti alla festa del libro e degli autori 2016 hanno raggiunto è di portata internazionale.
Non serve neanche cercare troppo fra i dettagli della manifestazione letteraria per cogliere quei nomi che raccontano, da questa parte della terra, la vita che vi accade. Basta, per esempio, scomodare le oltre cinquecentomila copie di Irene Cao, tradotta in un numero impressionante di lingue, dal turco al brasiliano, dal polacco al russo, in libreria da qualche mese con il suo nuovo romanzo, “Ogni tuo respiro”, che presenterà al pubblico domenica 18 settembre, alle 19, nell’auditorium Vendramini.
Rilievo internazionale e traduzioni copiose anche per Tullio Avoledo, sempre domenica alle 19 nello spazio Bcc, che per Marsilio pubblica la storia di uno di quegli uomini arrivati, un ricco e famoso archistar, e del suo vagare in un mondo ormai finito. Capace, lui da solo, di intravedere che prima della fine è ancora possibile salvare qualcuno o qualcosa. E nella narrazione di Avoledo, di un mondo al limite del fantastico, tutto appare assolutamente reale e possibile.
Non ha certo vincoli territoriali nemmeno la scrittura di Mauro Corona, voce di riferimento di uno sguardo fuori del consueto su ciò che accade e su ciò che siamo. A Pordenonelegge è protagonista di due incontri dai diversi sapori.
Domani, alle 21, nel teatro Verdi, dialoga con Omar Pedrini in una narrazione che si incrocia con il rock, mescola il mondo rarefatto dei boschi con quello più vibrante e intenso del concerto pop, raccontando la vita e i suoi paradossi. Venerdì, alle 10, nel Palaprovincia di largo San Giorgio, sarà una delle voci che ricorderanno la figura di Carlo Sgorlon, lui suo “lettore speciale” in occasione della presentazione dei finalisti del premio Sgorlon.
Analogo fragore è destinato a suscitare “Padania”, l’ultimo libro di Massimiliano Santarossa, sabato alle 15.30 nel ridotto del Verdi, presentato in anteprima assoluta da Giuseppe Ragogna, opera nella quale lo scrittore pordenonese ricostruisce le ragioni e il cambiamento che la crisi ha imposto a un territorio che dal Friuli raggiunge una fascia ben più ampia.
Altro Friuli quello raccontato da Simone Marcuzzi, sempre sabato alle 15 nel Palaprovincia, con Flavio Santi e altre storie quelle di Marco Anzovino, giovedì alle 21.30, nel Palaprovincia, con Antonio Bacci e il trio musicale di Valentina Baradello, Erica Fassetta e Elena Borgo, a raccontare di ragazzi che superano le loro difficoltà, a dire di speranza, di musica e di un cambiamento possibile.
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