Candussio, l’archeologo sul campo Autodidatta, fu tra i fondatori della Società di archeologia. Gli scavi a Sammardenchia

GIAMPAOLO CARBONETTO. Circondato dall’affetto dei suoi cari è venuto a mancare ieri, a 81 anni, dopo lunga malattia, Aldo Candussio, di professione macchinista delle Ferrovie, ma notissimo...

GIAMPAOLO CARBONETTO. Circondato dall’affetto dei suoi cari è venuto a mancare ieri, a 81 anni, dopo lunga malattia, Aldo Candussio, di professione macchinista delle Ferrovie, ma notissimo soprattutto per la sua dedizione alla storia, all’archeologia e all’arte del Friuli. A queste passioni e alla loro diffusione tra i ragazzi ha dedicato, infatti, la gran parte del tempo che gli rimaneva libero dal lavoro.

È stato tra i fondatori della Società friulana d’archeologia e la curiosità per il passato è nata in lui fin da bambino, quando ha trovato, nel vigneto del nonno, una selce preistorica; nel momento in cui, poi ne ha viste altre, simili, nel museo del Castello di Udine dove era andato in visita con la scuola, la curiosità è diventata passione: ha cominciato a studiare da autodidatta, dapprima concentrandosi sul periodo preistorico, poi allargando l’interesse al periodo romano, e applicando entrambi nella ricerca sul territorio friulano di cui è stato un profondo conoscitore. Negli anni ha promosso e ha partecipato a numerose campagne di scavi, tra le quali si ricordano in particolare quella effettuata in molti anni nel sito neolitico di Sammardenchia, uno dei villaggi neolitici più vasti d’Europa, e quella dedicata ai castellieri dell’età del bronzo di Pozzuolo.

Ha nutrito una particolare predilezione per la numismatica romana antica e per la figura dell’imperatore Massimino il Trace che è stato storicamente legato ad Aquileia..

Ha collaborato con la Soprintendenza ai Beni Culturali, per la quale ha ricoperto a lungo il ruolo di ispettore onorario, con la Società filologica friulana, con il Museo del Castello di Udine e con altri musei archeologici della Regione. Si era inoltre specializzato nell’opera di restauro alla scuola di villa Manin e, con un gruppo di restauratori del Museo archeologico di Monaco di Baviera, ha partecipato per più anni a campagne di restauro in Grecia.

Numerosi sono stati gli studi, i saggi e le pubblicazioni che ha dedicato a preistoria, numismatica e medaglistica, partecipando attivamente alla catalogazione del materiale rinvenuto e anche impegnandosi nel disegno dei reperti rinvenuti durante le campagne di scavo.Il rinvenimento di numerose medagliette votive sparse nel territorio friulano aveva fatto nascere in lui la spinta a raccoglierle e a ordinarle, assieme alla professoressa Elena Rossi, in uno studio approfondito che è stato poi pubblicato dalla Provincia. Medaglista di livello riconosciuto, ha visto alcune sue opere accolte al Museo della medaglia di Buia.

Da sempre si è impegnato a trasmettere a tutti la sua passione per la storia e per l’arte, prestandosi ad animare laboratori didattici che molti studenti ricordano grazie alle sue vivide ricostruzioni della vita quotidiana degli uomini preistorici e della coniazione delle monete in epoca romana.

Per chi desidererà rendergli omaggi e stringersi accanto alla moglie, ai tre figli e ai quattro nipoti, il funerale sarà celebrato in San Pio X, a Udine, domani alle 15.30.

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