Bookweek Gorizia, emozioni e applausi alla seconda edizione: una “Notte arancione” per il 2027
Incontri sold out, organizzazione efficiente e città coinvolta per la rassegna senza confini: già si pensa alle novità per arricchire i programmi futuri

Buona, anzi ottima, la seconda, intesa come l’edizione numero due della Bookweek Gorizia Capitale organizzata da Gruppo Nem e Il Piccolo.
Una base solida e soddisfacente da cui partire per iniziare a progettare con ulteriore ambizione la prossima, la terza appunto, che magari potrebbe coinvolgere un maggior numero di sedi in città e oltreconfine (mantenendo lo spirito transfrontaliero proprio del capoluogo isontino, e già sposato nell’esperienza di questi tre giorni) ed essere accompagnata da nuove iniziative collaterali. Perché no, anche una Book night o meglio un “Notte arancione”.
A Gorizia, all’indomani dell’ultimo atto della rassegna che ha offerto 38 incontri con gli autori, si tirano le somme.
Carico di entusiasmo il bilancio tracciato dall’assessore comunale a GO! 2025 Patrizia Artico, una delle figure che più si sono spese per la riuscita della kermesse al fianco di Nord Est Multimedia. «È innegabile: questa seconda edizione è andata oltre ogni aspettativa – dice –. Come spesso capita, il tempo per promuovere a dovere la manifestazione è stato poco, e c’era magari il timore di non essere riusciti a trasmettere al meglio la sua importanza. Invece tutti gli incontri sono stati molto partecipati, anche quelli che avevano per ospiti autori meno noti, e quasi sempre è stato registrato il sold out. Ma la partecipazione, per quanto rilevante, non è a mio parere il riscontro più importante che la Bookweek Gorizia Capitale ha ottenuto: contano di più il calore e l’entusiasmo della gente, l’accoglienza da parte della città che mi è stata raccontata dagli ospiti, la soddisfazione del pubblico, il coinvolgimento di commercianti ed esercenti. Insomma, è stato un riuscito lavoro di squadra tra gli organizzatori e il cosiddetto “sistema Gorizia”».
Ed ecco allora i ringraziamenti di Artico a Nem e Italy Post, in primis, ma anche a Regione, con il consigliere Diego Bernardis, Confcommercio, redazione de Il Piccolo, nonchè a tutti i moderatori e gli autori locali, «che senza timori hanno accettato di mettersi in gioco, inserendosi nel programma accanto ai grandi nomi nazionali e internazionali».
Secondo l’assessore della giunta Ziberna, la rassegna ha ravvivato, e interpretato alla perfezione, lo spirito della Capitale europea della Cultura. «Con GO!2025 sta riemergendo quell’anima profondamente culturale che Gorizia ha storicamente avuto – aggiunge Artico –. Una città a volte nascosta, ma che in passato è stata protagonista di fermenti straordinari».
Ma le potenzialità di crescita, per la Bookweek, sono tante. «Partendo in anticipo, con la programmazione e la promozione, potremo fare tante cose. I Giardini Pubblici si sono dimostrati sede ideale e baricentrica, nel cuore della città e vicini a tanti spazi all’aperto o al chiuso perfetti per gli incontri. Ma ce ne sono molti altri che potremo aprire, da Santa Chiara all’Ugg, fino ai teatri e agli auditorium. Le librerie in molti casi hanno esaurito i libri degli autori della rassegna, i bar sono stati affollati: sarebbe bello che potessero proporre i loro aperitivi sfruttando i vini eccellenti del Collio. E ancora, perché non immaginare dei menù a tema Bookweek Gorizia Capitale nei ristoranti, o addirittura una vera e propria “Notte arancione” durante la quale vivere il centro tra letture ed eventi?».
Ovviamente, sottolinea Artico, fondamentale sarà confermare la natura transfrontaliera della rassegna, e su questo anche Romina Kocina, direttrice del Gect Go, ha le idee chiare. «Anche oltreconfine i riscontri sono stati importanti, l’interesse c’è stato e la formula ha funzionato - spiega -. Ci si può e anzi deve lavorare ancora, io credo che ormai ogni evento andrebbe pensato già con una natura senza confini, coinvolgendo tutto il territorio transfrontaliero. Per noi del Gect la Bookweek è stata anche occasione per parlare di tanti dei progetti che abbiamo sostenuto e curato, e intendiamo proseguire così, appoggiando la manifestazione».
E se per il sindaco Rodolfo Ziberna (che plaude alla partnership tra il Comune e il gruppo Nem), il festival letterario «si candida ad essere uno dei principali lasciti di GO! 2025 su un territorio che quest’anno ha davvero sentito l’evento come proprio», il successo dell’iniziativa è stato frutto della capacità di tanti attori diversi di portare il proprio “mattoncino”.
Così, ad esempio, entusiasti e precisi sono stati i giovani studenti degli atenei di Udine e Trieste che sono stati coinvolti, e Gorizia ha saputo presentare il suo volto migliore anche grazie a bar, locali, negozi aperti.
«Proprio così, non è una cosa scontata e questo ci riempie di orgoglio e soddisfazione – dice il presidente dell’Ascom Confcommercio Gianluca Madriz –. I commercianti e gli esercenti di Gorizia hanno fatto la loro parte, con entusiasmo e spirito propositivo. Non solo le librerie direttamente coinvolte, ma anche i negozi, i locali che hanno ideato gli aperitivi ispirati al mondo della letteratura e della cultura. Una sinergia vincente per tutti. Voglio personalmente ringraziare i tanti colleghi che hanno risposto immediatamente al nostro invito a collaborare».
Anche secondo Madriz, gli incontri con gli autori promossi da Nem rappresentano un modo per continuare a mantenere Gorizia e il suo territorio nel ruolo conquistato (o riconquistato) in questi anni. Un riferimento in regione e non soltanto. «Il lavoro che tutti stiamo svolgendo assieme va nella giusta direzione, quella di mantenere alta su quest’angolo l’attenzione dell’intero Fvg, dell’Italia e dell’Europa, dopo l’appuntamento di GO!2025».
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