Le assaggiatrici di Hitler: storia di donne costrette a rischiare la propria vita
Venerdì 10 e sabato 11 aprile lo spettacolo in scena al Teatro Verdi di Pordenone. La vicenda è tratta dal romanzo di Rosella Pastorino

Arriva al Teatro Verdi di Pordenone, venerdì 10 e sabato 11 aprile, alle 20.30, uno spettacolo che scava nelle zone più oscure della storia europea, portando in scena una vicenda tanto reale quanto perturbante. “L’assaggiatrice di Hitler”, prodotto dal Teatro Popolare d’Arte, tratto dal romanzo “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino, Premio Campiello 2018, racconta la storia di donne costrette a mettere a rischio la propria vita per proteggere quella di Adolf Hitler.
Una narrazione che prende forma a partire dall’inverno del 1943, quando la giovane Rosa, rimasta sola, si rifugia dai suoceri n un villaggio vicino alla “Tana del Lupo”, quartier generale del Führer, e viene reclutata insieme ad altre donne per assaggiare i pasti destinati al dittatore. La trasposizione teatrale, firmata da Gianfranco Pedullà insieme alla stessa autrice e diretta da Sandro Mabellini, sceglie un linguaggio essenziale ma altamente evocativo. In scena, Silvia Gallerano e Alessia Giangiuliani danno vita a una molteplicità di personaggi, sostenute dalla presenza musicale dal vivo di Marlene Fuochi. Il risultato è un dispositivo scenico che lavora per sottrazione, chiedendo allo spettatore di completare con l’immaginazione ciò che non viene mostrato.
Al centro resta il nodo morale: la sopravvivenza può trasformarsi in complicità? E fino a che punto è possibile opporsi alla disumanizzazione? La relazione ambigua fra Rosa e un ufficiale delle SS introduce ulteriori sfumature, mostrando come anche nei contesti più brutali possano emergere dinamiche emotive complesse, talvolta contraddittorie.
Dal romanzo di Postorino è stato inoltre tratto nel 2025 anche un adattamento cinematografico diretto da Silvio Soldini, a conferma della forza narrativa di questa storia, capace di attraversare linguaggi diversi mantenendo intatta la sua intensità.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








