La Microband con Luda Domenicali e Danilo Maggio sbarca ad Avostanis

Lo spettacolo in programma mercoledì 14 agosto: «Nella Bologna di Guccini e con Nichetti, ma siamo legati al Friuli». Da Udine ad Avati e Arbore: «40 anni di amicizia e di palco

Martina Delpiccolo

UDINE. “40 anni suonati! Il meglio della Microband”. Mercoledì 14 agosto, alle 21, a Villacaccia, protagonisti Luca Domenicali e Danilo Maggio. Uno spettacolo che sarà una festa, ideata dall’Associazione Culturale Colonos per Avostanis. Ripercorriamo con Domenicali una storia che racconta il mutamento di un’epoca, del costume, dei modi di comunicare, ma anche la resistenza di un’amicizia. Una storia che va lontano – la Microband si è esibita a Edimburgo, Cannes, Tokio, Baku, Barcellona – ma che torna al Friuli, dove i due si sono conosciuti bambini.

Com’è nata l’amicizia?

«Danilo arrivò a Udine per gli spostamenti lavorativi del padre. Io abitavo in una stradina in cui vivevano 56 bambini e bambine. Era il boom economico, e anche demografico. L’estate si giocava a pallone. Ci fermavamo solo quando qualcuno urlava “Macchina!”. Poi riprendevamo».

Com’è nata la voglia di fare musica?

«Da ragazzini, influenzati dai fratelli maggiori e dalla tv. Nascevano i complessi, come l’Equipe 84, e in noi scattava l’emulazione. In cantina usavamo i bidoni come batteria. A 13 anni i miei genitori mi regalarono la prima chitarra. Ma la famiglia di Danilo si trasferì a Ravenna e fummo costretti a salutarci».

Quando vi siete ritrovati?

«A Bologna, dove frequentavo l’università, per caso a una festa. Danilo aveva imparato a suonare il violino. Così abbiamo ripreso a fare musica insieme».

Dove avete debuttato?

«Nella Bologna in cui suonava il grande Guccini. Alla “Osteria dei poeti”, dove prendevamo 20.000 lire a sera».

La vostra originalità è “giocare” con gli strumenti…

«Abbiamo iniziato a suonare intrecciandoci, numeri bizzarri che facciamo ancora e che ci portarono allora, grazie a Natalino Balasso, al “Gran Pavese”, circolo cabaret bolognese».

Avete lavorato con Avati e Arbore…

«Con Pupi Avati abbiamo partecipato a 8 puntate di Hamburger Serenade per Rai Uno. Poi con Maurizio Nichetti nel programma “Pista!”. Nei due anni successivi, siamo stati lanciati da Renzo Arbore in una decina di puntate di “Doc” e come ospiti nel suo “Caro Totò”, sempre in Rai».

E il Friuli?

«C’è sempre stato, a livello di legami. Abbiano anche lavorato con varie realtà. Ma è stato Federico Rossi a credere in noi, chiamandoci ai Colonos nel ’92».

Nella serata di mercoledì 14 agosto verrà proiettata anche una breve intervista, a cura di Tommaso Pecile. Luca Domenicali non ci svela le “sorprese” annunciate. Che si tratti di amici? Del resto, una festa senza amici che festa è?

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