Voto in Comune a Pordenone, Pedrotti scende in campo

Sergio Bolzonello, il Pd e le civiche giocano l’asso del manager dell’Electrolux
PORDENONE.
«Siamo come la Svizzera e non ce ne rendiamo conto». Orgoglio per la propria comunità, innovazione e moderazione. Sono le parole d’ordine che sottostanno alla prima uscita ufficiale di Claudio Pedrotti, il manager di Electrolux che il Pd e le liste civiche hanno scelto per garantire la continuità dell’amministrazione Bolzonello. C’era attesa per conoscere il tecnico individuato dal sindaco e condiviso, non senza qualche sofferenza soprattutto dal Pd, dagli alleati e così, a mezzogiorno di ieri, la sala convegni dell’hotel Moderno era piena di addetti ai lavori ma anche di curiosi.


Capelli bianco panna, abito scuro, cravatta rossa, Pedrotti, che era affiancato dal sindaco, Sergio Bolzonello, e da Giovanni Franchin (Il Fiume), Alvaro Cardin (Vivo Pordenone) e Walter Manzon (Pd), aveva ben presente che la prima perplessità riguarda il fatto che non è un volto noto e così ha affrontato di petto la questione. «Lo slogan con cui dovrei iniziare – ha esordito – è “Pedrotti chi” ed è quello che cercherò di declinare nelle prossime settimane. La mia candidatura, d’altronde, si era bloccata, non per problemi posti dalla mia azienda, quanto per una indecisione personale. Dopo alcune insistenze, ho detto sì».


Una candidatura che nasce «dall’amore che nutro per Pordenone. Vivo in questa città da 31 anni – ha affermato – e ritengo di essere radicato in questo luogo verso il quale provo affetto che si rafforza dopo ogni viaggio che faccio settimanalmente all’estero per lavoro. Ogni volta che torno, il cuore mi si apre. Non ce ne rendiamo conto, ma questa è la Svizzera, una città che ha una qualità della vita elevata e non ha nulla da invidiare verso altre aree dell’Europa. Un territorio al quale, a un certo punto della mia vita, ho deciso di dare qualcosa, di cuore».


Il metodo di lavoro sarà quello «della squadra, che fa parte della mia esperienza di lavoro». Già indicate due priorità ragionando «in punta di cervello: la continuità con l’amministrazione uscente a partire dall’investimento in cultura che porta occupazione e crea attrazione; il lavoro, facendo in modo di riuscire a riportare in città le giovani generazioni con un’offerta decente. Il mio sogno sarebbe quello di fare in modo che una filiale di Google si insediasse a Pordenone. Significherebbe che abbiamo le infrastrutture e siamo in grado di essere competitivi».


Nel giro di un paio di settimane, Pedrotti ha assicurato che si butterà in campagna elettorale a tempo pieno. A chi gli imputa una distanza dalle cose della politica, Pedrotti replica «che evidentemente vengo dalla vita reale e ne conosco i problemi per averne una conoscenza diretta. E’ evidente che devo imparare molte cose, ma lo farò insieme alle persone che mi sosterranno». Non teme, invece, il fuoco amico: «Non vedo perché ci dovrebbero essere sgambetti nei miei confronti, quale vantaggio verrebbe a queste persone. Se dovessero manifestarsi, però, non mancherò di rispondere».


Infine l’alleanza: Pedrotti ha confermato che i confini della coalizione rimarranno tali (no ad alleanze con Sel, Idv e la sinistra radicale), mentre l’obiettivo «è recuperare il dialogo con Zanolin. E’ una persona intelligente che conosco – ha affermato Pedrotti – spero che torni con noi».


A introdurre l’incontro Bolzonello che ha rilevato «un crescente entusiasmo verso la candidatura di Pedrotti che rappresenta al tempo stesso la continuità con l’amministrazione uscente e l’innovazione. Sono convinto che ci sono tutte le condizioni per vincere». Da parte di Walter Manzon, segretario cittadino del Pd (in prima fila c’erano tra gli altri Lodovico Sonego, Paolo Pupulin e Renzo Mazzer, più arretrato Gianfranco Moretton) è giunto l’auspicio di una ricomposizione nei rapporti con Zanolin.


Franchin, della lista Il Fiume che prenderà il nome di Bolzonello, ha insistito sulle innovazioni programmatiche già al centro di un confronto che dura da tempo, mentre Alvaro Cardin, di Vivo Pordenone, ha sottolineato che quella di Pedrotti «è una candidatura forte che dovrà essere sostenuta in maniera significativa, in grado di recuperare quegli aspetti di umanità e interrelazione che la politica sembra avere perso».


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