Violenza sessuale sulla moglie L’Italia lo espelle in Marocco

E’ stato espulso in Marocco perché aveva terminato di scontare la propria pena in Italia. L’altro ieri il cittadino magrebino Omar Boullam è stato raggiunto in carcere a Pordenone dal giudice di pace...

E’ stato espulso in Marocco perché aveva terminato di scontare la propria pena in Italia. L’altro ieri il cittadino magrebino Omar Boullam è stato raggiunto in carcere a Pordenone dal giudice di pace Alessio D’Andrea, competente in materia di espulsioni di immigrati clandestini con foglio di via. Boullam si trovava ristretto nella casa circondariale cittadina da 4 anni per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale ai danni della moglie e lesioni personali gravi.

Vista la gravità delle imputazioni per le quali l’uomo era stato arrestato nel 2010, il questore di Pordenone ha proposto l’accompagnamento coattivo dello stesso alla frontiera prima della scarcerazione. Il provvedimento è stato quindi convalidato dal giudice D’Andrea e il detenuto è stato preso in carico dal personale della Polizia di Stato per il materiale allontanamento dal territorio nazionale. Il marocchino rimpatriato in via coattivo era difeso dall’avvocato Antonella Soldati e veniva ritenuto socialmente pericoloso dalla Questura.

L’extracomunitario non potrà effettuare un ulteriore ingresso in Italia per i prossimi dieci anni e in ogni caso sarà quasi impossibile che, scaduto tale termine, allo stesso venga rilasciato un nuovo permesso di soggiorno nel nostro Paese. Non è la prima volta che anche a Pordenone vengono emessi decreti di accompagnamento al confine, pur essendo diventati più rari rispetto al passato per vari motivi. Non si tratta solo dei problemi finanziari per i quali il Ministero dell’interno non riesce a dare concreto seguito ai fogli di via a causa degli alti costi dei voli di rientro in patria: secondo le statistiche ufficiali è sempre più elevato il numero di stranieri che se ne vanno dall’Italia, non reperendo lavoro o scegliendo altre mete europee.

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