Villaggio vacanze leghista: politici assolti

La vicenda vedeva coinvolti un ex presidente del Consiglio regionale del Veneto e un deputato

di Luana de Francisco

Il caso aveva fatto notizia per la posizione dei personaggi coinvolti, tutti esponenti politici, e per la grandiosità dell’operazione immobiliare - la creazione di un villaggio-vacanze in Croazia - voluta dalla Lega Nord e finita nel mirino della Procura, in relazione alla bancarotta dell’Euroservice. Ieri, anche il filone friulano del processo - a Udine aveva sede la società - è giunto al capolinea. E ci è arrivato con un verdetto che ha premiato le tesi del collegio difensivo: assoluzione di entrambi gli imputati, con la formula “per non aver commesso il fatto”, la sentenza pronunciata dal giudice monocratico del tribunale di Udine, Francesca Feruglio, nei confronti di Enrico Cavaliere, 52 anni, di Venezia, architetto e già presidente del Consiglio regionale del Veneto, e dell’onorevole Stefano Stefani, 73 anni, di Vicenza, industriale orafo e, al momento, presidente della Commisione esteri della Camera. Entrambi militanti della Lega Nord, erano accusati di bancarotta semplice. Il vpo, Giovanna Schirra, aveva concluso chiedendo un anno e tre mesi l’uno.

L’accusa faceva riferimento all’ipotesi che fosse stato “consumata” parte rilevante del patrimonio dell’Euroservice in favore della padovana Ceit, fondata al solo scopo di realizzare un villaggio-vacanze sul golfo di Umago. Partendo da un finanziamento di un miliardo di vecchie lire ottenuto da una banca, anche con le garanzie personali- secondo l’accusa - di Umberto Bossi, risultava che la società udinese, fallita nel 2004, si fosse comportata da finanziatore della Ceit. A Padova, per la bancarotta di quest’ultima, l’ingegnere udinese Sebastiano Cacciaguerra era stato assolto. La finanza udinese aveva seguito il secondo filone, essendo il professionista amministratore anche dell’Euroservice srl. Il processo si era chiuso con la sua assoluzione dal reato di bancarotta fraudolenta e la condanna a 10 mesi per quelli di bancarotta semplice e patrimoniale.

«Anche dai testi e i periti dell’accusa - ha affermato ieri il difensore di Cavaliere, avvocato Giorgio Chinellato - non è emerso alcunchè in grado di ricondurre la gestione di Euroservice al mio assistito». Vincente anche la tesi dei difensori di Stefani, avvocati Claudio Cataldi e Mario Faggionato. «Se il nostro cliente prestò del denaro a Cacciaguerra e questi ne fece un uso distorto - hanno osservato - non c’è motivo perchè debba risponderne anche Stefani».

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